“Dal 2001 al 2009 il Sud agricolo ha perso 115.000 posti di lavoro. In calo anche la produttività (-1,7 %) e gli investimenti (- 12% rispetto al 2008).”
E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia del settore agricolo contenuta nel Rapporto Svimez 2010 sull’economia del Mezzogiorno, presentato ufficialmente ieri alle forze politiche nazionali, regionali ed alla stampa.
“Questi dati – evidenzia il Presidente della Confagricoltura siciliana, Gerardo Diana – non fanno altro che confermare quanto sostenuto nel corso degli ultimi due anni, da quando abbiamo iniziato a denunciare i sintomi della crisi che ha investito l’agricoltura siciliana, per fronteggiare la quale nessun intervento concreto è stato emanato dal governo nazionale di concerto con quello europeo.”
“Anzi – aggiunge Diana – nell’indifferenza e nel silenzio dei politici del sud, si sta concretizzando una nuova stangata ai danni dell’agricoltura del mezzogiorno, allorquando, in mancanza di un immediato provvedimento di proroga della fiscalizzazione, dal prossimo 1° agosto scatterà il raddoppio degli oneri previdenziali a carico delle aziende agricole.”
L’ufficio studi della Confagricoltura ha calcolato che i contributi per ciascuna giornata lavorativa di un operaio comune passerebbero dagli attuali euro 4,45 ad euro 5,34 per le zone montane e da euro 5,70 ad euro 10,68 per le altre zone dell’Obbiettivo 1.
Ciò significherebbe un aumento di oltre 30 milioni di euro sugli attuali livelli occupazionali: una cifra non sopportabile dalle aziende agricole siciliane, che tra il 2000 ed il 2008 hanno subito l’aumento del 31% dei i costi di produzione mentre i prezzi all’origine hanno registrato un crollo che va dal -32% del grano duro al -35% per l’uva da vino, dal -30% per la frutta al -20% per latte e olio, ed ancora dal -16% per gli ortaggi al -15% per la carne.
Il risultato sarebbe quindi una ulteriore contrazione della domanda di manodopera agricola, con tutto quello che ciò comporta sugli assetti economico-sociali del territorio siciliano, accentuando il fenomeno già evidenziato dallo Svimez relativo alla nascita di nuove sacche di povertà.
“Su questo punto che riteniamo irrinunciabile per il mantenimento dell’agricoltura nel tessuto produttivo – conclude il Presidente Diana – saremo particolarmente rigidi nei confronti della nostra classe politica, per capire chi ha veramente a cuore gli interessi della Sicilia, non tralasciando, come Organizzazione, lo svolgimento di tutte le iniziative di mobilitazione a sostegno delle misure necessarie a superare la crisi.”
Già il prossimo 26 luglio la Confagricoltura siciliana sarà a Napoli insieme a tutti gli agricoltori meridionali, alla seconda manifestazione nazionale di protesta indetta per bloccare i tentativi di emarginazione del settore ed ottenere risposte in materia di fiscalizzazioni contributive, accise sul gasolio da riscaldamento, assicurazioni agevolate ed interventi per i comparti produttivi più critici.
Intanto c’è da registrare che all’allarme lanciato da Confagricoltura e Cia hanno già aderito numerosi comuni siciliani, quelli a maggiore vocazione agricola, approvando specifiche mozioni a sostegno del provvedimento di proroga della fiscalizzazione.
1 commento






