Sempre più nuvole nere sulla questione della privatizzazione di Tirrenia e Sireman. Giorno 23 scorso si è tenuto un incontro presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a cui hanno partecipato .
Enrico Maria Pujia, in rappresentanza del Ministero, Pierpaolo Dominedò e Curti per Fintecna.
Confermato quanto da noi anticipato e cioè che in gara sono rimasti sono due “pretendenti”, la Mediterranea Holding che fa capo alla Regione Siciliana, e il Gruppo Cinven.
Quest’ultima però, avrebbe lanciato già da tempo segnali circa un suo ritiro dalla gara e quindi potrebbe ingarbugliarsi non poco tutto il procedimento.
Enrico Pujia ha sottolineato che qualora si evidenziassero problemi per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar, si potrebbe giungere allo smembramento delle linee e conseguenze per il personale. Uno strano messaggio che avrebbe lo scopo di far accettare quello che apparrebbe già deciso.
L’ipotesi paventata da Pujia, il Ministero la vorrebbe evitare, ma sarebbe certamente gradita a certi furbetti che stanno alla porta pronti ad addentare le prede (Tirrenia e Siremar), mangiarsi la carne (la parte sana con le rotte migliori, e senza debiti) e lasciare l’osso (debiti, personale ed armamento vetusto).
Durante l’incontro sono emersi quelli che secondo alcuni sarebbero gli esuberi.
211 unità, di cui 196 in Tirrenia (136 marittimi e 60 amministrativi) e 15 in Siremar (tutti amministrativi) per i quali prevedono 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, eventualmente prorogabili di qualche anno con la costituzione di un fondo straordinario ad hoc.
Nessun dato è stato fornito circa gli esuberi tra il personale navigante.
La Mediterranea Holding si è impegnata con il Ministro a lasciare invariato il resto dell’organico per quattro anni. In pratica, una giocata di risico per i marittimi che dopo quattro anni si vedrebbero chiudere il cappio lasciato gentilmente aperto per “l’acquisizione”. Il fondo Cinven, invece, manterrebbe invariato l’organico già spolpato degli esuberi, per tutta la durata della convenzione.
Si tratta comunque di esuberi quantificati dalle parti in contrattazione e non verificati o confrontati con le organizzazioni sindacali. Quasi come la Fiat.
Federmanager ha proposto alcune ipotesi di emendamento alla legge di conversione del D.L. 26 maggio 2010, n. 78, che potrebbero permettere di ridurre il numero degli esuberi dichiarato, e ripetiamo, non verificato dalla OO.SS.
Disponendo di fabbisogno e consistenza Tirrenia (previsioni al 31/12/2009), con quest’ultima variata per i pensionamenti registrati nel 1° semestre del 2010, ed essendo l’USCLAC/UNCDiM a conoscenza degli stessi dati per Siremar, con riferimento alle qualifiche da rappresentate (Comandanti e Direttori di macchina), ha chiesto l’effettuazione immediata delle promozioni in seno a ciascuna Società per la copertura dei posti in tabella più le riserve atte a consentire il normale avvicendamento.
La gravità della situazione appare evidente e l’USCLAC/UNCDiM ribadisce che l’ipotesi di mettere in liquidazione le due Società deve essere soltanto esclusa.
Il Governo, secondo Federmanager, deve semplicemente mantenere fede agli impegni assunti per il mantenimento dei livelli occupazionali e reddituali, oggi messi fortemente in discussione.
La storia degli ammortizzatori sociali, è semplicemente offensiva e ridicola per gli ipotetici destinatari, da cui i moltissimi precari rimarrebbero esclusi.
In uno spirito di solidarietà sociale l’USCLAC/UNCDiM darà indicazione ai propri associati di aderire a tutte le forme di lotta per la tutela del diritto al lavoro e dei redditi di quei Lavoratori appartenenti a Categorie da essa non rappresentate.
La situazione, come dicevano all’inizio, si fa sempre più critica e assomiglia sempre più al caso Alitalia con in contorni del caso Fiat di Pomigliano.
Gli industriali in ultima analisi sono quelli che dettano le condizioni, alla politica solo il compito di certificare le loro decisioni.
E i lavoratori, gli utenti, l’economia delle isole minori? Non contano.
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