Dopo aver approvato contro ogni logica e contro lo stesso parere dell’Ufficio Legale e Legislativo della Regione Siciliana, la nomina dei 9 dirigenti generali regionali. ora Raffaele Lombardo si è visto costretto dagli eventi contro cui si era schierato, a revocare i dirigenti “imposti” con il classico manuale Cencelli e non solo.
I dirigenti generali non confermati nell’incarico sono Mario Zappia al Dipartimento per le attivita’ sanitarie e l’Osservatorio Epidemiologico, Rossana Interlandi al Dipartimento dell’Energia, Nicola Vernuccio, al Dipartimento attivita’ produttive e Patrizia Monterosso al Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione professionale, mentre ha richiesto una integrazione della documentazione per Gianmaria Sparma, Dirigente generale del Dipartimento degli interventi per la pesca.
Confermati nell’incarico di Dirigente generale Salvatore Barbagallo, al Dipartimento interventi infrastrutturali per l’Agricoltura e Maurizio Guizzardi al dipartimento per la pianificazione strategica in sanita’, e di Romeo Palma quale Avvocato generale della Regione siciliana.
Solo tre mesi fa tuonava contro il governo nazionale reo,a suo dire, di aver sollevato la questione alla Corte Costituzionale, “ .. “Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Fitto, avrebbe disposto l’impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la Giunta regionale di Governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni.
Se le notizie trovassero riscontro – ha continuato Lombardo - saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale, Infatti, secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto.
Inoltre, posto che il conflitto si svolge a livello di legislazione statale e regionale (con prevalenza di quest’ultima: lo Statuto ha infatti rango di legge costituzionale), lo strumento del conflitto di attribuzioni e’ inidoneo allo scopo, essendo relativo, nel frangente, ai conflitti fra Organi dello Stato e fra Regioni che si svolgano mediante atti che non siano espressione di potestà legislativa”.
Appena un mese fa Lombardo ribattendo a critiche e contestazioni sul suo operato, ha perfino riscoperto lo Statuto di Autonomia quando, sempre per la questione dirigenti generali, ovvero l’impugnativa del governo alla delibera di giunta relativa alla nomina, ha ricordato che “…. secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto”.
E chi sono le “personalità” imposte da Lombardo ? Nicola Vernuccio, l’uomo per tutte le stagioni “politiche” (Attività produttive), Patrizia Monterosso (Formazione e Istruzione), Salvatore Barbagallo (Agricoltura), Rino Lo Nigro (Agenzia per l’impiego), Gian Maria Sparma (Pesca), Rossana Interlandi (Energia), Maurizio Guizzardi e Mario Zappia (Sanità), Romeo Palma (Ufficio legislativo e legale), ma ora i nodi vengono al pettine e le valigie, in prossimità delle vacanze estive, devono essere già pronte.
Ora la ritirata e senza una “exit strategy”. Ovvero, la poco onorevole presa di coscienza di aver toppato clamorosamente e di aver dimostrato, purtroppo per i siciliani, che lo Statuto è merce di ricatto politico e non quel libro “Costituzionale” che detta le regole di vita della Regione e che tutti, ad iniziare dal Presidente della Regione, dovrebbero tutelare e pretenderne la sua piena ed incondizionata applicazione.
Secondo Salvino Caputo, la non conferma degli incarichi di Dirigenti generali esterni dimostra la esattezza delle ragioni prospettate dal Ministro Fitto e la debolezza e arroganza del Presidente della Regione Raffaele Lombardo che ha prima esposto ottimi Dirigenti a fondate critiche e poi non ha avuto la capacita’ e l’autorevolezza di difenderli “ A dichiararlo è il Parlamentare del Pdl Salvino Caputo . “ Dopo avere gridato ai quattro venti – ha continuato Salvino Caputo – il consumato rituale dell’attacco a Roma nemica della Sicilia adesso revoca con effetto immediato i Dirigenti generali che non possedevano i requisiti previsti dalla legge . Questo episodio nella sua enorme gravita’ che ha determinato effetti devastanti per la Sicilia come ad esempio la mancata programmazione di importanti risorse comunitarie – ha concluso Caputo – dimostra la totale approssimazione e superficialita’ del Governo Lombardo “
Approssimazione e superficialità, due ingredienti che purtroppo sono presenti nella casta politica siciliana da decenni.
Lombardo è solo parte di questa casta e come essa si comporta.
Non è che gli altri siano migliori…
Commenti






