Facciamoci sentire! Si profilano tagli pesanti ad un settore vitale come quello dei trasporti pubblici, che rischia di essere falcidiato in modo indiscriminato e di lasciare a terra centinaia di migliaia di pendolari: è ora di farsi sentire manifestando il proprio dissenso nei confronti di chi sta decidendo in questi giorni del nostro destino.
Inondiamo ogni giorno Governo e Ministeri dell’Economia e dei Trasporti di e-mail di protesta, stampiamo e diffondiamo il logo anti-tagli: da soli non otterremo nulla, ma se saremo davvero tanti la nostra voce dovrà essere ascoltata!
Riassumendo: fino a poco tempo fa in Italia la crisi non c’era o era già alle spalle, oggi scopriamo invece che è sulle nostre spalle, e che non sono stati i banchieri e i finanzieri furbetti a causare la catastrofe, ma il sistema del welfare che tutto il mondo non europeo ci invidia, ossia i servizi pubblici quali la scuola, la sanità, le pensioni, i trasporti pubblici!!!
E allora? Via con i tagli, che all’improvviso sono diventati urgenti, anzi urgentissimi! Tagli ai servizi, certo, non agli sprechi! Tagli ai trasporti pubblici, ma non ai voli di Stato, che sono invece aumentati negli ultimi anni.
Il fatto è che la manovra che il Governo si accinge a varare colpisce duramente il trasporto pubblico locale. Nel biennio 2011-2012 il taglio stimato dalla Regione Liguria è di ben 131 milioni, e se sarà confermato rischia di mettere a rischio l’intero sistema.
Questi tagli toglierebbero circa il 30% di contributi al trasporto pubblico locale: un colpo “insostenibile”, secondo l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco: “Non è possibile razionalizzare i costi tanto da ridurli del 30%”, anche perché, per circa due terzi, pagano gli stipendi del personale”.
Come a dire: i costi fissi sono incomprimibili, si rischia solo di azzerare il servizio agli utenti.
Si tratta, secondo Vesco, di “aumentare le tariffe o tagliare le linee, ma si tratta di misure inaccettabili in Liguria”. Questo lo pensiamo anche noi, anche perchè per coprire le risorse sfilate dalla manovra occorrerebbe aumentare le tariffe di circa il 50%, una vera enormità, specie a parità di (dis)servizio.
L’altra via è sfoltire le linee, che lungo la costa sono indispensabili ai 100.000 utenti che ogni giorno vi transitano. Anche i collegamenti su gomma tra i piccoli centri dell’entroterra e la costa sono già ridotti all’osso e contano poche corse al giorno.
A Genova, si parla di un taglio al trasporto pubblico locale di 15-20 milioni di euro: “Per i mezzi pubblici la manovra significa 3.400 chilometri di percorso in meno sui 30 mila chilometri attuali”, ha spiegato la sindaco Marta Vincenzi, “il taglio di 560 giovani autisti e di 380 impiegati di Amt. In pratica licenziamo tutti”, ha concluso Vincenzi, che ha sottolineato che così sparirebbero i comuni “come imprese e come fornitori di servizio rischiando di ridursi, se va bene, a fornitori di qualche documento”. Intanto qualcuno già parla di un possibile aumento del prezzo del biglietto a 2,80 euro.
Amt ha annunciato nei giorni scorsi tagli alle corse da lunedì 11 gennaio, soprattutto delle linee costiere. Questo è quanto prevede il nuovo orario invernale di Amt.
Che fare?
Come appare evidente, la manovra così concepita metterà pesantemente le mani delle tasche degli italiani, che dovranno farsi carico in prima persona dei tagli ai servizi e spendere molto di più per andare a lavorare o mandare a scuola i figli.
A questo punto occorre mandare un messaggio forte e chiaro a chi si accinge a prendere decisioni gravi sul nostro futuro, e far sapere a chi di dovere la nostra contrarietà di cittadini e di utenti del trasporto pubblico a questa manovra che chiede sacrifici ai soliti noti, mentre non taglia gli sprechi e tanto meno taglia risorse all’alta velocità che è usata, come sappiamo, da manager e politici mentre è pagata da tutti noi.
Facciamoci sentire: anche un piccolo gesto, se ripetuto da tanti, può ottenere dei risultati veri
Mobilitiamoci, non restiamo passivi di fronte al disastro che si sta profilando all’orizzonte. Iniziamo con alcune azioni semplici e coinvolgiamo le nostre famiglie, gli amici, tutti coloro che hanno a cuore uno stato sociale che funzioni veramente: un modo concreto per fare la nostra piccola e grande battaglia di civiltà.
- Una e-mail al giorno toglie i tagli di torno!
Mandiamo ogni giorno una e-mail al Presidente del Consiglio Berlusconi, al Ministro dell’Economia Tremonti, al Ministro dei Trasporti Matteoli per chiedere di non tagliare il trasporto pubblico. Basta un testo anche molto semplice, ad esempio:
“Signor Primo Ministro, Signor Ministro dell’Economia, Signor Ministro dei Trasporti, siamo i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico.
Poter contare su un servizio efficiente è per noi un indispensabile aiuto economico che la minaccia dei tagli verrebbe a far pesare in modo intollerabile sulle nostre economie domestiche, già provate dalla crisi.
Chiediamo che il Governo Italiano non tolga le indispensabili e già scarse risorse al trasporto pubblico, e tagli gli sprechi ma non i livelli di servizio ai cittadini.”Firmato (Nome e Cognome) - Pendolare
Gli indirizzi a cui mandare l’e-mail sono:
redazione.web@governo.it
ufficio.stampa@tesoro.it
segr.cg.iafolla@mit.gov.it - Stampa, ritaglia, incolla! L’adesivo anti-tagli.
Abbiamo predisposto un logo speciale contro i tagli, lo trovate qui in allegato e lo potete anche scaricare dal nostro sito (http://pendolariliguri.blogspot.com). Lo si può stampare su carta adesiva e appiccicare su borse, magliette, ecc., oppure su un semplice foglio di carta da distribuire ad amici e parenti ed esporre ovunque sia visibile.
Noi non abbiamo (né vogliamo) sovvenzioni da nessuno, per cui chiediamo l’aiuto di tutti per realizzare questa forma di protesta e di richiesta di attenzione intorno ad un problema che riguarda tutti i cittadini. Diamoci una mano! C’è bisogno di tutti, e soprattutto non stanchiamoci di chiedere che i nostri diritti siano rispettati: noi lavoratori paghiamo le tasse, non è giusto che siamo solo noi a pagare gli errori e gli sprechi di chi non ha saputo amministrare la Cosa Pubblica!
Sonia Zarino
Coordinamento dei Pendolari Liguri
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