Coraggio e innovazione, secondo il senatore del PD Peppe Lumia, sono gli ingredienti per riformare la Sicilia. La ricetta, secondo il senatore del PD, è “coraggio, progetto e innovazione”.
Oltre all’abolizione degli Ato (ma di fatto una abolizione che non ha abolito nulla e neanche decisa la “clausula” di salvaguardia dei conti, ovvero impedire nuovi impegni economici agli organismi in “liquidazione”) deve essere attuata la raccolta differenziata di rifiuti, ripristinare il servizio pubblico per l’acqua, e attuare le riforme (?) che il PD ha sostenuto in Assemblea regionale.
Lumia continua affermando che bisogna abolire le province (dimenticando o facendo finta di dimenticare che sono state reintrodotte con un trucco ma di fatto sono incostituzionali in Sicilia), istituire la scuola a tempo pieno, e creare di posti di lavoro.
Tutto questo, che non è stato fatto negli ultimi sessanta anni, secondo Lumia, lo si può fare con un partito(il PD) autonomo e federato ad un grande partito nazionale, moderno e avanzato, in grado di trovare formule di successo territorio per territorio, che incidano nella politica e nella società.
Partito autonomo e … federato? La scuola Miccichè sta facendo proseliti e il niente, mischiato con il niente, sta producendo solo sfaceli in Sicilia. Scusateci l’uso di un modo di dire di certi ambienti …
Un progetto autonomo per la Sicilia con un partito nazionale. In pratica la fabbrica dei sogni …
Fin qui la sinistra, e Lumia è un uomo di sinistra, che in Sicilia ha fatto più danni della destra o del centro che da decenni governa l’ISola.
La sinistra, in Sicilia, continua a far politica come faceva il PCI in Italia. La DC al governo e il PCI che sotto governava. Una specie di pax politica o consociativosmo opportunista!
Altro che culture progressiste. I siciliani hanno bisogno di politici capaci e veri autonomisti. Per un vero cambiamento servono uomini capaci di “combattere” sul terreno dei diritto, l’arroganza nazionale e gli stessi politici siciliani che siedono sugli scranni parlamentari nazionali, che alla fine si sono dimostrati i “nemici” in casa dei siciliani.
Non saranno questi uomini e questa politica che cambieranno l’Isola. Non si fa politica per battere l’avversario politico, in questo caso il PDL. Si fa politica con progetti politici, economici e sociali.
Soprattutto ci vogliono uomini capaci di imporre all’Italia il completo rispetto dello Statuto Siciliano e l’attuazione nella sua interezza.
Però, per attuare lo Statuto e governare con quella autonomia conquistata nel 1946 e sempre tradita, ci vuole un classe politica capace e competente.
E questo è il limite siciliano.
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