Sono trascorsi sessanta anni dalla Guerra di Corea, iniziata il 25 Giugno 2950 con l’invasione del paese da parte della Corea del Nord che ha provocato l’intervento internazionale in aiuto a Seul, sotto l’egida delle Nazioni Unite.
La Corea non dimentica chi l’ha aiutata, i coreani non dimenticano chi ha permesso loro di mantenere la libertà e la democrazia e in occasione del 60° Anniversario il Governo Coreano ha inteso commemorarlo in maniera solenne a testimonianza del profondo senso di riconoscenza che il popolo coreano nutre verso quei Paesi, Italia compresa che ha partecipato con il 68° Ospedale da Campo della Croce Rossa Italiana, che corsero in suo aiuto durante i terribili anni della Guerra.

68° Ospedale CRI
L’edificio presso il cui era stato realizzato il nostro ospedale si trovava alla periferia sud-occidentale di Seul, un luogo dal nome difficilissimo Yŏngdŭngp’o, Sin’gildong, ed ora scuola elementare.
Nel contesto delle celebrazioni è stata promossa l’immagine della nuova Corea, di un Paese che dalle macerie della Guerra ha saputo risollevarsi fino a raggiungere l’ attuale livello di altissimo sviluppo economico e di grande dinamismo.
Grazie alla cortese disponibilità e preziosa collaborazione offerta dal Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e la Banda dell’Esercito Italiano, è stato possibile dare luogo a un evento che rafforzerà e consoliderà i già forti legami di amicizia che uniscono i due Paesi.

Col. Regazzoni e Amb. KIM Joong-jae
Per le celebrazioni, l’Ambasciata della Repubblica di Corea si è avvalsa inoltre della collaborazione dell’Associazione dei Coreani residenti in Italia che hanno contribuito attraverso i suoi componenti all’allestimento del concerto e alla preparazione di cibi della tradizione coreana. In particolare, è stato offerto agli invitati del riso preparato a forma di pugno a ricordo della miseria della Guerra. Le celebrazioni si sono svolte il 15 e il 16 giugno 2010.

Ved. Poloni e Col. SEO Nam Niol
L’impegno coreano è stato grande e questo a dimostrazione quanto sia sentito il senso di gratitudine del Governo e del popolo Coreano, nei confronti di quei paesi che con il loro intervento hanno contribuito a respingere i Coreani del Nord. Tra gli eventi più salienti, la proiezione del film di produzione coreana “Crossing”, che è stato proiettato presso la Casa del Cinema di Villa Borghese, un pranzo offerto ai Veterani e discendenti dei Veterani del 68° Ospedale da Campo, presso la sua Residenza da S.E. KIM Joong-jae, Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, al quale ho avuto l’onore ed il privilegio di partere quale figlio di un militare che ha preso parte alla spedizione italiana, ed inoltre, una mostra dell’Ospedale da Campo 68° della CRI che operò in Corea per tutta la durata della Guerra, e il concerto seguito da un ricevimento cui saranno invitate le Autorità ed esponenti delle Istituzioni civili e militari italiane, i Veterani con le loro famiglie, e i Coreani che risiedono in Italia , che ha avuto luogo presso la Scuola Trasporti e
Materiali dell’Esercito, Città Militare della Cecchignola, e che ha avuto tre distinti momenti: il coro degli artisti coreani, l’interpretazione di alcuni brani lirici da parte di solisti coreani di alto profilo e l’esecuzione della banda musicale dell’Esercito italiano.
Sempre nel quadro degli eventi previsti per la celebrazione del 60° Anniversario della Guerra di Corea, Il Governo Coreano ha organizzato una vasta gamma di attività rivolte sia ai Veterani stessi che ai loro giovani discendenti, in maniera che possano conoscere dal vivo le tradizioni e la cultura della Corea.
Ai Veterani la possibilità di tornare in Corea nel mese di novembre per un periodo di una settimana circa, mentre per i ragazzi sono stati organizzati dei Campi di Pace nel mese di luglio e un programma di borse di studio. Dall’Italia partiranno per Seul, per partire al Campo della Pace a cui parteciperanno ragazzi provenienti da tutti i paesi partecipanti al conflitto, ospiti del Ministero degli Affari dei Patrioti e dei Veterani Coreano, 5 ragazzi, nipoti dei veterani italiani.
Tutto questo a dimostrazione del profondo desiderio del popolo coreano che l’amicizia, il rispetto e la reciproca cooperazione fra i due Paesi che ebbe inizio 60 anni orsono , venga in tal modo proseguita e approfondita dalle nuove generazioni.
Significativo il passaggio di S.E. l’Ambasciatore durante il discorso tenuto all’inizio del pranzo tenuto presso la Residenza: il governo Coreano ed il popolo Coreano non dimenticheranno mai chi ha permesso loro di difendere la democrazia. Questo incontro, riferendosi al pranzo offerto ai veterani ed ai loro discendenti, che si tiene ormai da diversi anni, continuerà nel tempo senza soluzioni continuità a dimostrazione del legame di amicizia che regna tra i due popoli, ed è un modo per ricordare nel tempo chi ha sacrificato la propria vita in difesa della nostra libertà.
S.E. KIM Joong-jae, Ambasciatore della Repubblica di Corea, che ad agosto rientrerà in Patria per fine mandato, ha così commentato l’evento: “Il nostro Governo ha inteso dimostrare ancora una volta il profondo senso di gratitudine che tutto il popolo coreano nutre nei confronti di coloro che, abbandonando i loro Paesi e le loro case, accorsero in un Paese lontano e sconosciuto alla maggior parte di essi.
E’ anche grazie a loro che la Corea è oggi una stabile democrazia con un’economia solida e dinamica, in continua espansione. Abbiamo saputo risollevarci in questi anni fino a conquistare il nostro posto fra le più forti economie mondiali.”
Per il Col. SEO Nam Niol, Addetto Militare della Repubblica di Corea, “E’ nostro dovere esprimere il più profondo senso di gratitudine per il sacrificio che gli uomini e le donne della Croce Rossa Italiana fecero per noi negli anni della guerra. Grazie a quel nobile sacrificio i Coreani sono oggi un popolo libero e prospero.
Tutti gli anni la nostra Ambasciata celebra questo Anniversario, ma solo dall’anno scorso sono riuscito ad organizzare un concerto grazie anche alla presenza a Roma di molti musicisti coreani che sono onorati di poter esprimere attraverso la loro arte il profondo senso di riconoscenza verso l’Italia che accomuna tutti i Coreani.
Purtroppo i Veterani della CRI che andarono in Corea sono molto anziani e ne sono rimasti pochissimi, ma spero vivamente di riuscire a costituire una nuova associazione formata dai loro discendenti, figli e nipoti, in maniera che quel patrimonio di valori creato dai loro nonni non vada mai perduto”.
Michele Santoro
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