Sempre più incomprensibile il comportamento di Gianfranco Miccichè, sottosegretario di stato del governo Berlusconi, “ideatore” del PDL scissionista ed in perenne contrapposizione con gli uomini siciliani del PDL definito lealista (a Berlusconi ?) e che fa riferimento al duo Schifani/Alfano.
Da uomo sicilianista come lui dice di essere … diventato, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, passa con naturalezza a nazionalista e seguace di Berlusconi da cui dice di non essersi mai allontanato, anzi, di essere in sintonia perfetta con il presidente del consiglio dei ministri.
Miccichè ricorda sempre più spesso il dr. Jeckill e mr. Hyde del famoso romanzo scritto nel 1886 da Robert Louis Stevenson.
Una volta appare come “puro” sicilianista, ancorchè solo a parole, e paragonabile a Henry Jeckyll, Il dottore inventore della famosa pozione che lo trasforma in Edward Hyde, e diventa nazionalista e leale uomo di Berlusconi in Sicilia.
I suoi cambi di marcia e retromarce sono ormai una costante, quasi come quelli di Silvio Berlusconi.
Ora, dopo aver pensato di cambiare lo Statuto e di averci ripensato qualche tempo dopo affermando che così com’è è intoccabile e deve essere applicato nella sua interezza, adesso Miccichè esce allo scoperto ed appoggia con convinzione (?) Berlusconi affermando che si, “… Non si può non condividere il pensiero del Premier. la Costituzione repubblicana attualmente in vigore è ormai obsoleta. E’ nata in un’epoca ormai lontana e ben diversa rispetto a quella attuale e non riesce più a rispondere con efficacia e immediatezza alle esigenze di uno Stato a sua volta diverso”.
Non lo sfiora minimamente il dubbio che la Costituzione, così come lo Statuto, non è obsoleta e che sono inadatti ed incapaci di governare i politici attuali che stanno portando l’Italia tutta alla rovina, con il bene placido della Lega Nord che ha chiuso occhi, tappato le orecchie e turato il naso per il troppo olezzo che sprigiona il sistema italico fatto di cricche vatican repubblicane, di furbetti del quartierino, di ministri sbadati che non sanno chi ha pagato la sua casa, di sottosegretari e commissari nazionali della protezione civile che usufruiscono di appartamenti a Roma completamente gratis, di sottosegretari accusati di collusione con la camorra, di deputati e senatori condannati con sentenze passate in giudicato anche per reati di mafia, pur di ottenere una effimera legge sul federalismo.
Secondo Miccichè “una vera classe dirigente riformatrice deve avere il coraggio di affrontare questo tema, senza farsi travolgere dalla strana forma di bigottismo conservatore che aleggia nell’aria e non vuole l’ammodernamento del nostro sistema. Cambiare alcune parti della Costituzione non significa affatto dissacrarne l’alto suo valore, ma volerla rendere moderna e fruibile. Così come avevano previsto i nostri padri costituenti prevedendo le norme per la sua modifica”.
Non lo sfiora minimamente il dubbio che è questa classe (casta) politica italiana e siciliana che è incapace di governare e perso ogni ideale politico.
Non lo sfiora minimamente il dubbio che l’incapacità della casta politica che è divenuta nel tempo una sorta di monarchia partitica (peggiore della monarchia), è autoreferenziale e lontana dal popolo.
Infine, non si rende conto che la casta politica, che pura non può definirsi, ha consegnato ai furbetti della finanza, delle banche, dell’industria e dei tanti furbi, truffatori e collusi con la mafia, l’Italia intera.
Il dr. Jeckyll per eliminare Hyde, la parte malvagia di se stesso, si è suicidato. Miccichè si sta logorando politicamente, ma senza saperlo …
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