Come è noto, la Regione Siciliana, forse stimolata in ciò dall’analoga precedente iniziativa dell’associazione di diritto internazionale “L’Altra Sicilia” ha istituito da quest’anno ufficialmente la Festa dell’Autonomia Siciliana, da celebrarsi il 15 maggio, data in cui ricorre la promulgazione dello Statuto di Autonomia della Regione Siciliana. ( Vds. http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=News&file=article&sid=1435 ),
L’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, pertanto, in data 26 aprile 2010, assieme all’Ufficio Regionale Scolastico per la Sicilia, ha diramato una circolare (questo il link con il testo completo della stessa: http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratoistruzioneeformazioneprofessionale/PIR_PubblicaIstruzione/Circolare%20n.13%20festa%20autonomia.pdf ) diretta ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche Secondarie di Primo e Secondo Grado di tutta la Sicilia invitandoli, per tale ricorrenza, “a sensibilizzare e coinvolgere gli studenti con dibattiti e approfondimenti per la promozione e la conoscenza dello Statuto della nostra Regione” e, in particolare, con l’introduzione dell’ “ora di autonomia” in cui si dovrebbero leggere e commentare dei testi sul tema dell’autonomia siciliana.
Per facilitare il compito, l’Assessorato allegava alla circolare una bibliografia di testi consigliati:
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStrutturaRegionale/PIR_Assessoratoistruzioneeformazioneprofessionale/PIR_PubblicaIstruzione/Bibliografia%20di%20riferimento%20festa%20autonomia.pdf
Il prof. Massimo Costa, autore del libro “Lo statuto speciale della Regione Siciliana: un’autonomia tradita?”, in merito a questa circolare e, soprattutto, alla bibliografia allegata, ha ritenuto opportuno inviare ai dirigenti dell’Assessorato e dell’Ufficio Scolastico la seguente lettera aperta che reputo interessante e meritevole di essere divulgata anche attraverso face book.
Fonso Genchi
“ ………
Alla Dottoressa P. Monterosso, dirigente generale dell’Istruzione e della Formazione Professionale
Al Dott. G. Di Stefano, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia
e p.c. all’Assessore competente M. Centorrino
Oggetto: Festa dell’Autonomia
Prendo atto con soddisfazione, come molti altri cittadini siciliani, del fatto che quest’anno, per la prima volta, la Regione abbia voluto introdurre nelle scuole la Festa dell’Autonomia, indispensabile occasione per far conoscere ai futuri cittadini “optimo jure” della Sicilia la nostra piccola Carta Costituzionale e promuovere così una più piena partecipazione democratica; partecipazione mancata che sinora, probabilmente, è stata una delle principali cause di tanti insuccessi. Iniziativa lodevole, dunque, che merita un plauso pieno.
Leggo anche sul Vostro sito che tale introduzione è stata corredata da una circolare a firma congiunta dei due dirigenti cui è indirizzata la presente e che la Regione, non volendo rischiare che i docenti di storia ed educazione civica delle scuole siciliane si ritrovassero senza punti di riferimento bibliografici, ha anche fornito una corposa “nota bibliografica” la cui finalità – presumo – sia quella di far conoscere ed apprezzare meglio i valori dell’Autonomia come peraltro riportato nella circolare.
In questa nota ci sono ovviamente delle scelte culturali, legittime per carità, le quali tuttavia credo che abbiano la finalità sostanziale, a dispetto degli intendimenti formali, di fare piuttosto odiare l’Autonomia più che farla rispettare ed amare.
Noto, infatti, che la stessa bibliografia è piena zeppa di firme che hanno caratterizzato tutta la loro carriera storiografica nel segno del plauso per il centralismo italiano e nella censura, quando non nel pregiudizio e nel disprezzo, proprio per l’Autonomia Siciliana. Non faccio nomi. Non serve. Chi conosce questa letteratura sa benissimo a chi mi riferisco e vorrei evitare che la presente sia scambiata per una “polemicuccia” personale.
Se si voleva rappresentare questa classe di opinioni, era opportuno che se ne rappresentassero anche altre. Dov’è il Prof. Mirto che avrebbe spiegato le lontane radici del nazionalismo isolano nel Vespro? Dov’è Coppola che avrebbe fatto sentire un’altra voce sui “fatti” del 1860? Dov’è Natale Turco, l’unico ad aver impostato la Questione Siciliana correttamente dal punto di vista istituzionale? E anche il posticino di Massimo Ganci è ad evidenza marginale, quasi “in castigo”. Dov’è almeno la sua “Nazione Siciliana”? Dov’è Santi Correnti? E potrei continuare…
Certo forse è più facile trovare storici compiacenti che storici coraggiosi. In Italia si fa carriera nelle università in genere dicendo cose gradite alle consorterie dei professori ordinari nazionali, il che – in tema di storia – quasi sempre coincide con la denigrazione sistematica e preconcetta della Sicilia. Ma nemmeno il prudente autonomismo di un Nicolosi (”Sicilia contro Italia”) ha trovato spazio in questa incredibile bibliografia quasi tutta per contro infarcita di becero “antisicilianismo di professione”.
E – lo dico con un certo pudore, non vorrei essere frainteso – in questa bibliografia non c’è ovviamente posto per l’unico statuto commentato che esista oggi in commercio, peraltro di tono divulgativo e quindi adatto alle scuole, che è stato scritto dal sottoscritto, e che è stato presentato l’anno scorso alla Sala Gialla di Palazzo Reale con la partecipazione dello stesso Presidente Raffaele Lombardo.
Iniziativa di dubbio gusto nel complesso. Che fa il paio con le “strane” celebrazioni per i 150 di Sicilia italiana. Strane, perché a festeggiarle dovrebbe essere proprio lo Stato unitario, con propri fondi, e non la Regione e i Comuni con i loro. Facendo così sembra quasi che noi “ci sentiamo” italiani proprio mentre qualcun’altro non ci considera più o non ci ha mai considerato tali. E proprio come se si fossero celebrati i 50 anni di unità d’Italia in Eritrea con i soldi dei sudditi eritrei. Se ci teneva a questa unità doveva essere proprio lo Stato a festeggiarla. Invece ci pensiamo noi, e – sempre con i nostri soldi – celebriamo anche la Nostra Autonomia accreditando le palate di fango che “i vincitori” hanno sparso su di essa; gli stessi “vincitori” che hanno scritto a loro uso e consumo le vicende di questi 150 anni di colonialismo interno.
L’Autonomia ha senso se questo colonialismo o semicolonialismo interno c’era e se viene denunciato. Se viene nascosto e la Sicilia è una “regione qualunque” d’Italia, allora essa non avrà fatalmente alcuna ragion d’essere.
Se questo è il modo in cui volete fare avvicinare i ragazzi alla storia della Sicilia e al suo Statuto, accogliete allora una mia modesta proposta: abolitela subito questa festività. A questo punto è meglio, mille volte meglio così, piuttosto che insegnare loro ad odiare la loro vera Patria e le sue istituzioni.
Grazie.
Massimo Costa
Nota del Coordinatore Regionale de L’Altra Sicilia
Ringrazio, a nome di tutti i siciliani e membri dell’Associazione di diritto internazionale “L’Altra Sicilia” , il prof. Massimo Costa per il suo accorato e preciso intervento sulla questione relativa alla “giornata di festa” per gli studenti in occasione del 15 maggio.
Condividiamo pienamente ogni passaggio della lettera che riteniamo di una chiarezza unica e che dovrebbe far riflettere sia il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sia quanti, assessori e dirigenti, con troppo facilità e superficialità sono intervenuti nella questione.
Una ricorrenza storica ed importante per il popolo siciliano cestinata per pressapochismo.
Michele Santoro
Associazione di Diritto Internazionale
www.laltrasicilia.org
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