
Sicilia = Eldorado
Si parla di crisi, di contrazione degli acquisti, di riduzione del potere di acquisto delle pensioni e degli stipendi, ma nessuno, oltre alle intenzioni di risanamento della spesa pubblica prende provvedimenti , soprattutto, se impopolari.
In Sicilia il governo è impegnato quotidianamente a diramare comunicati di grande attivismo e di riforme ma nella realtà niente cambia. Tutto rimane come sempre. Sprechi ed assistenzialismo sfrenato continuano a farla da padrone. Così come scritto nel libro della verità siciliana, il Gattopardo, ”tutto deve caambiare purchè resti com’è”.
E in Sicilia tutto cambia, ma alla fine tutto rimane com’è. Anche le riforme sono la scusa di una classe politica incapace di attuare di governare nel rispetto dello Statuto.
Siccome non sa governare ecco che pensa alle riforme, per meglio allineare le norme alle sue incapacità.
In Sicilia, è fatto notorio, l’assistenzialismo è sufficientemente sfrenato e ci sono molte assistenze che vengono tenute in piedi non per serie necessità sociali ma semplicemente perché toglierle significherebbe aprire il recinto del feudo che nel tempo con queste regalie la casta ha costruito.
In poche parole, la casta sa che attuando un cammino economico virtuoso e non le inutili riforme, quindi eliminando gli sprechi e le miriadi di assistente piccole e grandi, perde consensi. Più chiaramente: voti.
E quindi, cosa fa il governo regionale. Per mostrarsi virtuoso, taglia la sanità, riduce i servizi essenziali e mantiene ben oliato il sistema asssitenze e sprechi. Cioè, mantiene viva la fiamma del suo potere.
Ed ecco che, fra le assistenze fuori dalla logica e dal buon senso, la Regione Siciliana continua a mantenere in piedi quelle della gratuità del trasporto pubblico per gli studenti e degli asili nido.
Continua cioè, a spendere oltre 23 milioni di euro l’anno per pagare, integralmente, l’abbonamento extraurbano agli studenti liceali siciliani, e altri svariati milioni di euro per gestire gli asili nido, gratuiti all’utenza.
Una incredibile situazione che giustifica il risentimento popolare e politico del nord Italia che vede utilizzare il denaro pubblico per scopi “poco nobili”.
E non si venga a dire che la Sicilia ha un reddito medio inferiore del 30% rispetto a quello del nord. A questa barzelletta non ci crede neanche più il Governatore della Banca D’Italia. Il sommerso e il nero in Sicilia permette ai siciliani di vivere molto al di sopra di quanto non permetterebbe loro la situazione economica “ufficiale”. Con buona pace delle istituzioni nazionali e siciliane che rimangono alla finestra.
Una famiglia del Trentino / Alto Adige che ha un reddito inferiore a 45 mila euro anno, per mantenere il bambino al nido paga mediamente 400 euro. A Roma, meno di 150 euro, a Napoli circa 100 euro e in Sicilia zero euro.
Stessa musica per gli abbonamenti degli autobus. Nel nord Italia mediamente un abbonamento studenti costa circa 70 euro al mese. In Sicilia … zero euro.
Siamo seri. Garibaldi ci avrà fregato nel 1860 ma noi stiamo fregando l’Italia da decenni…
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