Non siamo fin qui intervenuti sulla questione intercettazione perché riteneva, a torto, che il tutto si risolvesse nella classica polemica politica senza “forzature”.
Ci sbagliavamo. Il Partito del fare, ha eseguito l’ordine del capo che afferma di non avere potere e ha votato la “fiducia” sul testo “condiviso” dal governo.
E’ innegabile che questa questione delle intercettazioni andava regolata con serietà ma soprattutto con coscienza civica.
Serietà e coscienza civica che sembra non albergare nella mente dei tanti “liberisti” che siedono al Parlamento per votare si e no secondo … disposizioni che arrivano da Palazzo Chigi. E che sia così lo confermano le oltre 34 sedute in cui il governo ha “imposto” la fiducia, evidentemente non “fidandosi” dei suoi alleati.
Quello che però noi pensiamo sia veramente grave è lo stop alle indagini della magistratura e forse era questo il vero obiettivo di questa legge voluta fortemente da Berlusconi, e già che c’era, perchè non imbavagliare anche la stampa ?
Le cricche, i furbetti del quartierino, i ministri sbadati, la mafia e in genere chi è geneticamente predisposto a deliquere, ringraziano il PDL e Silvio Berlusconi, che ovviamente, ha di che congratularsi con se stesso.
Per la libertà di stampa penso che tutto sommato il divieto di pubblicazione delle intercettazioni possa rilevarsi un bene per la categoria perché così, i tanti pseudo giornalisti di inchiesta, potranno ricominciare, se mai lo hanno fatto, a fare inchiesta e non copia e incolla.
Un buon giornalista di inchiesta sa come far uscire la notizia, non ha necessità di “copiare” le intercettazioni.
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