Non è insolito che i nostri “illuminati” politici qualche volta ci facciano sorridere con le loro affermazioni di alto spessore politico, anche se in verità, i cittadini siciliani hanno in genere ben poco da ridere considerato il livello di capacità politica che gli appartenenti alla casta dimostrano.
L’assessore Michele Cimino, ha detto la sua e con quella naturalezza che lo distingue ha dichiarato che ” ….La politica economica non la fa la Regione ma lo Stato. E noi abbiamo operato con una buona finanziaria. I problemi veri derivano dai trasferimenti di competenze statali senza trasferimento di risorse. Per quanto riguarda i fondi europei stiamo lavorando per attivare tutta la spesa, nella consapevolezza che molti ritardi non sono dovuti all’amministrazione regionale.
Chiedo chiarezza ancora una volta al governo nazionale, chiedo di essere sentito come assessore all’Economia, non per chiedere denaro ma perché mi si indichi quello che dobbiamo fare in sinergia con lo Stato, prima che sia troppo tardi non solo per la Regione siciliana ma per tutte le altre Regioni e di conseguenza per tutto lo Stato. Ribadendo che se noi non possiamo fare a meno dello Stato questi non può prescindere dalla Regioni e invito tutti i deputati e i senatori, eletti in Sicilia, di qualsiasi colore politico e a prescindere delle simpatie con l’attuale governo regionale, di operare come i deputati eletti nelle Regioni del nord, tutelando tutti insieme gli interessi del nostro territorio”.
Si dirà, cosa ci sarà mai da sorridere a sentire una affermazione con tanti bei propositi. Ma è proprio leggendo attentamente la sua dichiarazione che ricaviamo l’impressione che chi ci governa in regione non conosca neanche quel prezioso strumento chiamato “Statuto di Autonomia Speciale” che i siciliani hanno conquistato con il sangue nel 1946.
“Chiedo ora di avere risposte certe – ha continuato Cimino - sui Fondi Fas e su quelle che chiamerei “le spese storiche”: la formazione professionale, i lavoratori del comparto agricolo come i forestali posti a totale carico della Regione siciliana, mentre nelle altre Regioni sono a totale carico dello Stato, il trasporto pubblico locale e, infine, chiedo se per rispettare la manovra finanziaria dobbiamo licenziare tutti i lavoratori che negli ultimi vent’anni hanno operato con contratti a tempo determinato con gli enti locali”.
Ecco. Vuole essere sentito ma parla di due “spese” storiche che sono una vergogna siciliana: i forestali (40 mila) che sono non sovradiomensionati rispetto alle necessità ma semplicemente inutili, e la formazione professionale che per stessa ammissione dell’assorre Centorrino, deve garantire gli stipendi ai formatori …
E gli operatori che sono da decenni con contratto a tempo determinato e che “lavorano” negli enti locali, di che cosa sono figli ? Della necessità della casta di mantenere i feudi ?
Siamo seri. Il problema è che alla fine tutti i nodi vengono al pettine e lo scialaquio siciliano alla fine si sta ritorcendo contro chi lo ha per decenni messo in atto.
In quanto alla politica economica, se solo Cimino leggesse qualche volta il “libro” che dovrebbe guidare la sua azione politica, si accorgerebbe di aver detto delle cose che non stanno né in cielo né in terra.
E’ la Regione Siciliana che deve fare la sua politica economica, ambientale e sociale, se non lo fa è perché la casta non ne è capace. Proprio ieri leggevamo che il presidente della Regione Siciliana ha augurato al nuovo prefetto di Caltanisseta, buon lavoro. Già, quel lavoro che dovrebbe costituzionalmente svolgere lui nella qualità di presidente della regione.
Ma questo forse Lombardo non lo sa nemmeno, o forse … non lo vuole sapere, altrimenti avrebbe sollevato la questione dacanti alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia europea.
Se solo la casta siciliana che si spertica le mani in applausi ai capi nazionali cominciasse a fare politica regionale seria come fa molto bene Bossi, allora, Cimino non chiederebbe allo stato “chiarezza”, chiederebbe con forza rispetto delle norme costituzionali.
Se solo la casta siciliana invece di andare in giro con auto blu blindate e con “lampeggiante” andassero per strada a parlare con la gente, forse, e ripetiamo forse, comincerebbe a capire che vivono in un altro mondo e fuori dalla realtà dell’Isola. La Lega Nord docet …
Ma facendo ciò bisogna anche dimostrare di saper fare politica e di saper amministrare con saggezza e trasparenza.
E Questo è un problema.
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