Stiamo vivendo momenti strani in Sicilia. Da circa un decennio alcuni politici hanno riscoperto, a parole, l’esistenza dello Statuto ed altri, vedi Raffaele Lombardo, hanno abbracciato, sempre a parole, la causa autonomista.
Adesso si parla senza “paure” sullo scippo risorgimentale, sulle truffe e sugli inganni savoiardi mentre il presidente italiano, napoletano di nascita ma uomo d’apparato centralista in quanto comunista (è stato uno degli uomini più in vista del PCI, poi PDS, ora PD), tuona contro il separatismo.
Ma è la prima volta in assoluto che un sottosegretario di stato afferma con enfasi che “ …Garibaldi non è un eroe dei due mondi: era un assassino e uxoricida”.
Questo è quanto avrebbe detto Gianfranco Miccichè, nel corso di un’ intervista al quotidiano online Siciliaoggi.net.
Miccichè sostiene che «Garibaldi era chiamato eroe dei due mondi perchè dovette scappare dall’Italia in quanto ricercato per omicidio. Arriva in un Paese Sudamericano, viene processato e condannato per un altro omicidio, scappa in un altro Paese, anche qui viene condannato per furto con il taglio dell’orecchio. Ecco perché i capelli gli coprivano le orecchie. Era un assassino ed era un ladro».
«Eroe di cosa? Per scrivere la storia di Garibaldi vengono chiamati quattro romanzieri coordinati da Alessandro Dumas, i quali hanno il compito di inventarne la sua storia. Alcune carte dell’epoca dicono poi che Anita l’ha ammazzata lui. La strangola in un viaggio in mare nei pressi di Hammamet. Lui dice che muore per una malattia, ma accorgendosi dei segni c’è chi ne chiede un’autopsia, che non verrà fatta perchè intanto riuscirà a far sparire il cadavere. La regola tra i suoi uomini era questa: tutti i feriti dovevano essere uccisi perchè d’impaccio.
Quando si è reso conto che Anita era d’ostacolo perchè malata, ha preferito ammazzarla. Garibaldi è un massacratore, che uccide bambini, che processa una bimba di 9 anni a Palermo attraverso un processo sommario in piazza. E la condanna a morte. Fucilata a 9 anni. È un uomo che ha rubato, non è un eroe, e ha trovato nei siciliani troppi ascari e che non hanno smesso di esserlo anche oggi al Parlamento nazionale. Come Garibaldi trovò strada fertile per fregare il Mezzogiorno, ho l’impressione che oggi ci sia qualche altro che per comprarsi i siciliani butta due ossa a terra».
Ma alzare la voce su Garibaldi serve a poco, ai siciliani servono invece politici sicilianisti convinti autonomisti capaci di portare il governo nazionale davanti alla Corte di Giustizia perché da oltre mezzo secolo “ignora” l’esistenza di un patto firmato con il sangue.
Ai siciliani servono politici non feudali, capaci di amministrare con serietà e trasparenza. Tutto il resto, compreso Garibaldi, fa parte del passato, buio e terribile, ma passato.
Oggi bisogna pensare a come agire e non a come “parlare” per fare notizia inutile e al vento.
L’Italia si tenga Garibaldi, ma si dia alla Sicilia la sua “integrale” autonomia federale conquistata nel lontano 1946.
Miccichè cominci a chiarire cosa farà da grande!
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