Raffaele Lombardo questa volta prende il toro per le corna e stravolge il senso vero della questione eludendo totalmente come sono nati e chi sono serviti e servono ancora i precari.
Ventiduemila persone sono circa 100 mila voti, e nel tempo la casta siciliana ha alimentato questo progetto anomalo per poterlo usare sapientemente in ogni elezione.
Ora Raffaele Lombardo, primo presidente che si definisce a parole autonomista ma che si comporta né più e né meno come un qualsiasi presidente politico “nazionale”, mette le mani avanti ed afferma sul suo blog che “Il problema dei nostri precari è drammatico. Riguarda ventiduemila persone ma non viene capito. Sarà presentato dalla stampa nazionale come l’ennesima truffa della Sicilia ai danni dei lavoratori del Veneto e degli imprenditori della Lombardia. Dobbiamo, quindi, prepararci a fronteggiare un vero e proprio assalto“.
Raffaele Lombardo e tutti, politici, sindacati enti ed associazioni che da decenni vivono “sui” precari” non ci stanno alle regole imposte dallo stato centrale e al patto di stabilità .
Questo patto di stabilità “destabilizza” la pax siciliana e quindi la casta, colpevole da decenni di negligenza politica, intende portare a casa un’altra deroga lamentando “ una condizione di debolezza e fragilità indefinita che si accompagna però alla vita di 22.500 persone e delle loro famiglie“.
Lombardo quindi pensa di risolvere il problema con deroghe e non con una razionale e decisa opera di controllo della spesa regionale. Avverte che tutto deve essere visto “senza dubbio, con un’ottica nuova, con una nuova filosofia, perché l’ente pubblico non deve essere più la sede nella quale sanare i conflitti sociali, assumere persone (e soprattutto gli amici degli amici), ha chiarito Lombardo, anche perché la Regione si sta avviando ad una “stagione dell’austerità e del federalismo che potrebbe comportare una svolta e una grande opportunità“.
Noi questa stagione di austerità non riusciamo proprio a vederla e, scorrendo le pagine di internet dove sono pubblicate, grazie a Brunetta, delibere ed atti istituzionali, ci accorgiamo che nulla è cambiato e che tutti, regione, province (incostituzionali) e comuni, continuano tranquillamente ad operare secondo … copione.
I precari non sono un problema sociale. Sono un problema politico e un grande bacino di voti. Ecco perché tutti sembrano improvvisamente interessati a loro. I feudi siciliani debbono essere mantenuti non con una sana amministrazione del denaro pubblico, ma con deroghe che gravano sulle tasche di tutti gli italiani.
Ma se bisogna intervenire che si intervenga, ma questa volta e definitivamente. Si chiudano i cordoni agli sprechi e si proceda all’assunzione a tempo indeterminato. Così come vogliono risolverla appare solo come un escamotage per mantenere il cappio al collo ai lavoratori.
Come dare torto a Bossi e ai padani ?
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