Tradotto dal veneto : vanno in confusione e cedono . Il caso è emblematico e dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la classe politica siciliana spesso non agisce secondo il bon ton ed il rispetto istituzionale.
In sintesi. Marco Travaglio, con una società di Bologna che organizza spettacoli, decide di presentare a Taormina, al Teatro Antico di Taormina, il suo spettacolo “Promemoria” che dura circa tre ore e durante il quale il presentatore giornalista, ripercorre gli ultimi 15 anni storia politica italiana.
Insomma, uno spettacolo di intrattenimento, niente di più niente di meno, peraltro molto politicizzato..
Il sovrintendente di Messina, Rocco Scimone, in forza a quanto stabilito da un Decreto dell’Assessore, il n. 827 del 15 aprile 2010 (recentissimo quindi), risponde picche in quanto lo spettacolo non ha alcuna valenza “culturale”. Del resto ce ne vuole di immaginazione per far passare “evento” culturale uno spettacolo di Travaglio!
Una risposta negativa rispettosa delle norme regionali ma Marco Travaglio dalle pagine del quotidiano, Il Fatto Quotidiano, tuona contro questa decisione a suo parere assurda ed “incomprensibile”. Una filippica tipica di Travaglio che la espone con calma. Lui “tuona” sempre con calma contro le ingiustizie, sono gli altri che si arrabbiano.
Il rimbrotto di Travaglio giunge fino alle orecchie del presidente della Regione Siciliana , Raffaele Lombardo e dell’assessore ai Beni Culturali, Gaetano Armao (firmatario del decreto in questione) e, udite udite, attraverso le agenzie stampa smentiscono clamorosamente il dirigente che ha avuto il “torto” di applicare le norme da loro emanate. Le dichiarazioni sono riportate dal periodico “Centonove” del 4 Giungo 2010.
Armao interviene con una dichiarazione “allucinante” : “… con riferimento alla presunta cancellazione dello spettacolo di Marco Travaglio in programma al Teatro Antico di Taromina il 9 luglio prossimo ho ritenuto, d’intesa con il presidente della Regione, di concedere l’utilizzo del medesimo agli organizzatori, invitandoli al contempo a differire lo spettacolo ad altra data, tenuto conto della coincidenza con le iniziative in programma per i festeggiamenti del santo patrono di Taormina in svolgimento negli stessi giorni” (?????)
Una puntualizzazione. Lo spettacolo non era programma al Teatro Antico perché non era stato autorizzato e quindi Armao ha detto qualcosa di errato. Ma va da sé che certe società organizzano spettacoli e decidono le date ed i luoghi e pubblicizzano l’evento prima ancora di ricevere l’ok dalle istituzioni. Marsala con “A Chiare Lettere – Festival del giornalismo di inchiesta” … docet.
Ma anche il presidente Lombardo ha voluto far sentire la sua “voce” e incredibilmente dichiara che “.. ritengo necessario allontanare ogni polemica e strumentalizzazione sulla presunta cancellazione del programma di Marco Travaglioal Teatro . Confermo quanto già affermato dall’assessore ai Beni Culturali, Gaetano Armao. Marco Travaglio è un ospite gradito. Riguardo al suo spettacolo si è ritenuto opportuno di concerto con il sindaco e le autorità locali di proporre una data diversa”.
Nessuno ha fatto polemica anche se qualcuno l’ha buttata subito in polemica. Marco Travaglio con garbo ma con parole dure e pensiamo fuori luogo, non ha accettato un secco e motivato no da un ente regionale, e apriti cielo. Lesa maestà !
Una situazione pirandelliana. Il comportamento di Lombardo e Armao, a voler essere teneri si può definire quantomeno inopportuno, inappropriato, contradditorio e offensivo nei riguardi del sovrintendente Scimone e degli stessi siciliani. Loro sono i politici, dettano le norme, sta a chi è preposto farle rispettare ed ai cittadini, compreso Marco Travaglio, rispettarle.
Il buon Bossi avrebbe sicuramente e sarcasticamente detto, a proposito di questa incredibile situazione che “i gà perso a meona e calato vergognosamente le braghe”. Hanno smentito un loro alto funzionario che ha avuto il torto di applicare le norme, che, ripetiamo, sono state emanate non più di un mese fa … da loro stessi. Incredibile!
Se questo è il governo regionale e se questi sono i politici siciliani, viene spontaneo chiedersi quale dignità e quale rispetto può pretendere il popolo siciliano se basta una singola persona, dalla parola e dalla penna facile, a piegare i loro politici ?
Marco Travaglio, nel commentare questa situazione si è espresso come il suo solito, ha affondato la lama e detto chiaramente la sua “ultima” sul caso: “..quello che è successo si commenta da solo e da l’idea del Paese in cui viviamo. Paolo Rossi disse qualche anno fa “speriamo che questi non si accorgano che esistono i teatri”. Mi sa che se ne sono accorti.””
Ecco. Forse questi qui se ne sono accorti che esistono i teatri, ma troppi puri pensano che a loro sia tutto dovuto perché pretendono di essere portatori della verità, dell’etica e della correttezza.
La storia è semplice. Marco Travaglio non accetta un no e “tuona” … il governo regionale subisce!
Michele Santoro
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