La situazione dei precari siciliani, creata da una classe politica insipiente e feudale, è destinata ad aggravarsi man mano che passano i giorni. Come tutte le cose siciliane, la questione dei precari è esplosa … a tempo scaduto.
Ovvero, pur sapendo in che guazzabuglio si erano cacciati nei decenni passati, i politici siciliani hanno atteso che scadesse il tempo per discutere e risolvere, un problema complesso e grave sia sotto l’aspetto economico che sociale.
Ora tutti invocano la partecipazione di tutti. Riassume questo concetto il vice presidente della Regione con delega all’economia, Michele Cimino che invita tutti (tutti chi ? se il danno lo hanno fatto loro con i sindacati?) ad impegnarsi perché “ognuno faccia la propria parte fino in fondo”.
Dal politichese: … siamo in un nel casino.
Per anni hanno ingrossato le file degli assistiti attraverso sigle e progetti inutili, ed ora che servono decine di milioni di euro l’anno per mantenere in piedi questo esercito di 22.500 precari, tutti cercano di scaricare ad altri colpe proprie o quantomeno condividere con tutti (i politici) le colpe.
Ma non dimentichiamo che l’esercito dei precari in Sicilia sfiora le 70 mila unità perchè vanno aggiunti anche i forestali .
Lombardo dice che il governo nazionale deve concedere una deroga e permettere il rinnovo dei contratti ma questo alla fine produrrà solo l’effetto di “tamponare” la falla e rimandare al prossimo governo il problema. Ma attenzione, la cosa più grave è che si continuerà a tenere 22.500 precari, mediamente 70 mila persone, con il cappio al collo, pronto a stringersi mentre le elezioni passano negli anni …
La cosa che non comprendiamo è la richiesta dell’ennesima proroga. Perché mai lo stato dovrebbe concedere alla Sicilia, meglio alla casta politicante siciliana, un’altra proroga ?
L’ennesima proroga che allontanerebbe ancora di più l’Isola dal nord Italia, giustamente inc…..to di pagare sempre per deficienze altrui.
La Sicilia non merita proroghe. La casta politica siciliana, insipiente e spendaccione, non merita proroghe.
A nulla vale il lamento di Lombardo : ” …Sono certo che, gia’ da domani, comincera’ la solita grancassa contro la Sicilia da parte di certa politica e, sopratutto, della grande stampa nazionale: solo facendo fronte comune e con il contributo di tutti, sara’ possibile arrivare all’obiettivo”.
Sbaglia. Non solo la “grande” stampa nazionale, ma anche la stampa “libera ed indipendente” critica questa nuova predica di proroghe.
La grancassa non contro la Sicilia ma contro la politica siciliana, deriva dal fatto che ancora una volta gli errori (abusi ?) della casta feudale siciliana, dovrebbero pagarli tutti i cittadini italiani
Questa volta deve dimostrare di essere capace di governare con saggezza e ridurre i mille sprechi e i mille benefici politici a favore di una amministrazione oculata e trasparente.
Non prendiamoci in giro. La Sicilia spreca oltre il 30% del suo bilancio annuale e questo ci avvicina molto al terzo mondo dove pochi “eletti” vivono da nababbi con i soldi di tutto il popolo.
Presidente Lombardo, se c’è batta un colpo. Non vada a Roma a chiedere. Imponga la sua politica in Sicilia ma non come ha fatto con la sanità dove alla fine si è operato con tagli indiscriminati che penalizzano i cittadini.
C’è poco di grandioso in quello che ha fatto con la sanità.
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