Conciliante quanto ridicolo appello di Hamid Karzai ai talebani a deporre le armi e fare la pace con il “suo” governo. L’implorazione di Karzai, riporta da The Globe, comincia con “dear talibis” (cari talebani) e conclude con la constatazione che per una Afghanistan libero da forze straniere, tutti gli afghani devono unirsi.
“Miei cari talebani – ha dichiarato Karzai – voi siete i benvenuti nella vostra propria terra. Non distruggete questo paese e non uccidetevi . Fate la pace con me e non ci sarà più bisogno di stranieri (in Afghanistan). Da oltre 30 anni il paese subisce stranieri (riferendosi ai Russi prima e ora agli americani e alla Nato).
L’aspetto più ridicolo di Karzai che deve aver preso un bello spavento ieri quanto è scappato dalla riunione della Jiirga della pace perché attaccata dai talebani con razzi è la parte finale della sua offerta.
Infatti, quasi come una ciliegina sdolcinata ha continuato affermando che “… ”Il governo dell’Afghanistan e gli stranieri sono obbligati a consentire ai talebani di tornare alle loro terre, precisando poi meglio il suo pensiero ha chiosato “.. e chiedere scusa e farli tornare alle loro case”.
Ma se debbono chiedere scusa ai talebani questo significa che sono loro, i governativi, nel torto ..
Certo non è la prima volta che Karzai tenta di non essere lasciato in mano ai lupi afghani. Lui sa bene, da afghano, che le forze occidentali non hanno nessuna possibilità di vittoria e che gli afghani continueranno a combattere fino all’ultimo militante.
Il tempo alla fine darà loro ragione e i talebani conoscono bene le democrazie occidentali. Non possono sopportare lo stillicidio di una guerra infinita e contare periodicamente i loro morti per una causa che i cittadini non capiscono. L’unica soluzione è la “exit strategy”, ingloriosa ma salvifica.
L’afghano è un guerrigliero nato. Combatte per la sua terra, per la sua libertà. Gli occidentali non hanno motivazioni e questo è il loro tallone di Achille.
Alla fine Karzai sarà lasciato da solo e sarà resa dei conti.
I militari muoiono senza ragione perché alcuni parlano di guerra e altri di operazione di pace. Alla fine i corpi dei caduti italiani sono accolti come caduti “per la pace”.
Nella generale e mondiale ipocrisia Horst Köhler, il presidente è stato l’unico, in un momento di onestà intellettuale, politica e personale, ma soprattutto di rispetto verso i suoi soldati, ad aver chiaramente detto che i tedeschi, come tutti gli altri, sono in Afghanistan, per i propri interessi economici.
Apriti cielo e dimissioni. La verità è una brutta bestia.
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