Chi non ricorda il modo in cui sono stati scelti i direttori generali delle varie agenzie regionali, provenienti dagli ATO, ovvero “ambiti territoriali oligarchici”, e nominati in netto contrasto con le norme di legge?
Ne parlammo ampiamente, riportando anche le norme violate dalla Giunta Lombardo nel nostro articolo (http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/01/15/brutta-gatta-da-pelare-per-lombardo-stop-ai-contratti-dei-9-dirigenti-generali-le-nomine-sono-in-violazione-della-legge-150/).
Lombardo ribattendo critiche e contestazioni sul suo operato, ha perfino riscoperto lo Statuto di Autonomia quando, sempre per la questione dirigenti generali, ovvero l’impugnativa del governo alla delibera di giunta relativa alla nomina, ha ricordato che “…. secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto”.
Si trattava di tutelare personalità del calibro di Nicola Vernuccio, l’uomo per tutte le stagioni “politiche” (Attività produttive), Patrizia Monterosso (Formazione e Istruzione), Salvatore Barbagallo (Agricoltura), Rino Lo Nigro (Agenzia per l’impiego), Gian Maria Sparma (Pesca), Rossana Interlandi (Energia), Maurizio Guizzardi e Mario Zappia (Sanità), Romeo Palma (Ufficio legislativo e legale), ma ora i nodi vengono al pettine e le valigie, in prossimità delle vacanze estive, devono essere già pronte.
Per la casta, ma più semplicemente per mantenere un certo equilibrio politico secondo il tanto vituperato manuale Cencelli, la giunta regionale ha sottovalutato norme di legge ed operato con un certa arroganza politica.
La nomina dei dirigenti generali è avvenuta dopo una superficiale valutazione dei titoli ma, fatto più significativo, è avvenuta trascurando la situazione dei dirigenti interni che avevano ed hanno titolo all’incarico, con relativo aumento dei costi di qualche milione di euro l’anno.
A ciò va aggiunto che per cinque dei nominati, vi è mancanza di motivazione e per altri non sarebbero emersi titoli e professionalità idonei a ricoprire l’incarico regionale.
Ora, tutto è all’attenzione degli assessori che devono decidere entro il giorno 4 giugno. E loro oggi non possono sbagliare.
Sanno tutto, conoscono la legge e devono aver già sotto gli occhi la situazione dei dirigenti interni.
Non possono sbagliare perché tutti sanno e soprattutto sono sotto gli occhi attenti di cittadini ed autorità competenti.
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