La questione delle elezioni degli organi collegiali dei giornalisti ha fatto esplodere il bubbone che ovviamente sembra tenuto “di basso profilo” da certa stampa.
Francesco Nicastro, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia, coinvolto nell’affarie dei famosi giornalisti dell’Ufficio Stampa della Regione Sicilia, secondo quanto si evince dalla “registrazione” video/audio che è pubblicata sul sito www.senzabavaglio.info, si è lasciato andare ad affermazioni che aprono uno squarcio profondo nel pianeta ordine dei giornalisti e su come viene democraticamente governato.
Per sgombrare il campo di dubbi sulla nostra posizione, pensiamo che sia quantomeno anomalo che il presidente dell’ODG Sicilia fin qui non abbia sentito la necessità di rimettere il suo mandato considerata la situazione giudiziaria che comunque lo vede coinvolto, nell’indagine coordinata dai magistrati inquirenti, Ennio Petrigni, Laura Vaccaro e dal Procuratore Aggiunto Leonardo Agueci, che come noto vede indagati, oltre ai venti gionralisti, anche l’ex presidente Totò Cuffaro, il capo dell’ufficio legislativo e legale della Regione, Franco Castaldi nonché i giornalisti “assunti” irregolarmente.
Ora Franco Nicastro ha fatto il grande salto, vola al Consiglio Nazionale, e Ricardo Arena, del Giornale di Sicilia, “prenderà” molto probabilmente il suo posto come presidente dell’ODG Sicilia. Un cambio della guardia che lascia inalterati tutti gli equilibri da tempo consolidati e tutti i problemi che da tempo attanagliano l’Ordine che appare distante anni luce dalla situazione reale della vita dei giornalisti.
Una piccola casta che governa con metodi che non appaiono trasparenti e, come mostra il filmato, con metodi alquanto personalistici. Democrazia e trasparenza appaiono, ascoltando Nicastro, lontani anni luce dal pianeta Ordine dei Giornalisti.
Ora le elezioni, che stranamente si sono tenute nelle tre città, Palermo, Messina e Catania, guarda caso sede delle maggiori testate giornalistiche siciliane. Un caso ?
A questo punto viene quasi spontanea una domanda: perché tre sedi se i giornalisti sono sparsi per tutta l’Isola ?
Ha niente a che fare questa strana decisione con quanto affermato da Nicastro e cioè che esiste anche una assemblea fasulla?
Affermazione grave che dovrebbe quantomeno essere oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica perchè se quanto affermato da Nicastro risultasse vero, ci troveremmo davanti ad una elezione probabilmente “pilotata”.
Ma oltre a ciò, come si pensa che un giornalista, precario o disoccupato, possa pensare di spendere “almeno” 40 euro di benzina per raggiungere da Mazara del Vallo il seggio “più” vicino ubicato a Palermo, oppure da Agrigento, o da Ragusa a Catania ?
Logica e buon senso imporrebbe dislocare “almeno” nove posti di votazione … ma dopo un adeguata “campagna” elettorale da svolgersi secondo precise indicazioni e soprattutto, dopo aver messo i candidati in condizione di poter contattare gli iscritti, anche con incontri collettivi e informazioni sul proprio programma.

La Protesta !
Niente di tutto questo viene messo in pratica e quindi il tutto appare come un teatrino messo su per pochi intimi e per pochi “eletti”.
Qualcuno, nel governo dell’Ordine, si è probabilmente dimenticato che esistono migliaia di giornalisti sparsi per l’Isola, piccoli, moltissimi precari e sottopagati.
Ora si avanzano dubbi di regolarità delle elezioni e quindi, nel rispetto delle norme, alcuni iscritti chiedono all’Ordine dei Giornalisti Sicilia chiarimenti sulla composizione delle liste degli aventi diritto al voto e dei votanti e la lista degli aventi diritto al voto. Più chiaramente chiedono gli elenchi degli iscritti di Catania e Messina, anche se a questo punto tutte le elezioni dovrebbero essere “attenzionate”.
Dubbi sul voto ? Cosa d’altri tempi. In Sicilia l’Ordine è governato da persone al di sopra di ogni sospetto e il suo presidente uscente, ma entrante nel Consiglio Nazionale, non può certo essere accusato di non essersi interessato della categoria e degli interessi della stessa.
Fin qui ha ben difeso gli oltre 20 giornalisti del mega ufficio stampa della Regione Siciliana, che secondo la Corte dei Conti ha chiesto a Cuffaro e Lombardo, rispettivamente ex ed attuale presidente di Regione, oltre 4 milioni di euro di danno erariale, sono stati assunti con procedure irregolari e quindi non validi.
Loro, i giornalisti in questione continuano a mantenere il posto di lavoro malgrado evidenti irregolarità riscontrate dalla Corte.
E non si può accusare Nicastro, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia, di essere lui stesso uno dei giornalisti in questione , che guarda caso continuano a rimanere in servizio alla Regione Siciliana, contro ogni logica amministrativa e di diritto, come capi redattori e con uno stipendio medio (si dice) di 3.800 euro al mese.
Mica bau bau miciu miciu!
Noi dell’Osservatorio Sicilia siamo pianemente d’accordo con chi in questi giorni protesta. Aggiungiamo di più, pensiamo che queste elezioni siano da rifare e chi è coinvolto in casi giudiziari, come Nicastro, non dovrebbe neppure candidarsi.
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Ps Corretto, per chiarezza di informazioe, inserimento frase relativa all’indagine giudiziaria su giornalisti ufficio stampa.