Cosa ha lasciato George W. Bush in eredità ad Obama e al mondo? La risposta appare ai più facile e difficilmente contestabile. Un lunga scia nera fatta di morte e distruzione in ogni angolo del mondo che scaturisce dall’arroganza americana e la voglia dei governanti americani di voler governare il mondo anche mentendo ai loro stessi cittadini.
Appare inutile ripetere ancora una volta ciò che tutti sanno delle menzogne americane sulle armi di masse irachene e su Alqaida in Afghanistan. Va però ancora una volta ricordato che Bush, ovvero chi governa il governo USA, doveva intraprendere azioni di guerra per poter risollevare le sorti della potente lobby dei costruttori di armi.
Per capire la guerra in Afghanistan bisogna conoscere a fondo i rapporti USA-Pakistan (CIA-ISI) fin dai tempi di quello che viene definito, uno dei più grandi presidenti americani, Ronald Regan.
La lettera degli eventi e degli intrecci CIA/ISI dal momento in cui il 40° presidente americano, ha messo piede alla Casa Bianca, può dare significative informazioni utili a capire cosa sta succedendo ora e quali sono le cause e le concause. L’intervento dell’URSS in Afghanistan iniziato nel 1979 concluso con la sconfitta militare nel 1989, ha coinciso con la presidenza Reagan e con gli stretti rapporti USA-Pakistan.
Bush ha solo chiuso il cerchio ed agito di conseguenza con il colpevole appoggio di Tony Blair, premier inglese, e Silvio Berlusconi che ancora oggi parla di lotta al terrorismo, di sicureza e di missione di pace.
Il 7 ottobre 2001 inizia la nuova avventura americana, per ordine di un presidente fatto eleggere dalla lobby conservatore ideatrice del “Progetto per il Nuovo Secolo Americano (PNAC)” che ovviamente si è assicurata posti di potere nell’ambito dell’amministrazione Bush e che continua ad avere molto potere anche con Obama.
Nella dichiarazione di principio del PNAC, che si definisce organizzazione no profit a scopo “educativo” come indicato chiaramente sul proprio sito ( ndr.: Il Progetto per il Nuovo Secolo Americano è un’organizzazione non-profit a scopo “educativo” che come prìncipi ritiene : che la leadership americana è buona sia per l’America e per il mondo, e che tale leadership richiede forza militare, energia diplomatica e impegno per principio morale), dettata il 3 giugno 1997, è presente la raccomandazione di aumentare le spese per la difesa in maniera significativa così da poter svolgere il ruolo di potenza predominante sul mondo e modernizzare le forze armate per il futuro.
Importante da ricordare la riflessione fatta in quella occasione. I fondatori del PNAC infatti, intendo plasmare il mondo a loro immagine e secondo i loro interessi perché avvertivano che “… agli Stati Uniti sembra mancare la volontà di plasmare un secolo favorevole ai principi e gli interessi americani”.
La teoria del PNAC applicata al mondo, con l’avvallo di governi occidentali “piccoli” politicamente e vassalli del potente alleato americano.
Barak Hussein Obama, primo presidente nero di fede democratica, è arrivato alla Casa Bianca con tante promesse specie sulla questione afghana.
Aveva promesso la chiusura di Guantanamo, aveva promesso una attenta riflessione sulla questione afghana, ma alla fine si è rimangiato tutto. O meglio, si è allineato prudentemente alle posizioni del PNAC. Ed allora ha rivolto la sua attenzione ai problemi interni cercando di distrarre gli americani dai morti afghani e iracheni.
“Insieme vinceremo il terrorismo” ha tuonato George W. Bush l’ 11 settembre 2001.
Quello che ai più appariva come una dichiarazione di guerra contro un nemico identificato ma imprendibile, ha finito per essere una imprudente ed avventata dichiarazione di violenza e distruzione senza riserve. Un assegno in bianco per riconfigurare il mondo secondo gli interessi americani.
In Afghanistan le bombe che cadono dal 7 ottobre 2001 nonostante l’uomo del nuovo ordine mondiale non sia più alla Casa Bianca, ed il nuovo inquilino sia stato insignito premio Nobel per la pace, ancor prima di cominciare a governare il … mondo.
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