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Agricoltura. Le aziende che trasformano i propri prodotti esentate da tasse sui controlli

Le aziende agricole che trasformano in maniera prevalente i propri prodotti sono esentate dal pagamento della tassa sui controlli sanitari ufficiali, come tutte quelle che si limitano alla fase della produzione.

Confagricoltura Sicilia esprime soddisfazione per questa novità, introdotta dalla legge comunitaria 2009, recentemente approvata in via definitiva al Senato, dopo ripetute sollecitazioni, che fa completa chiarezza su una questione controversa di cui si discute da quasi due anni.

“Il regolamento comunitario 882/04 – evidenzia il Presidente dell’organizzazione regionale, Gerardo Diana –  che ha introdotto la tassa sui controlli sanitari ufficiali, successivamente recepito con il decreto legislativo 194/08 dava, infatti, la possibilità agli Stati membri di commisurare l’applicazione delle tasse al reale pericolo alimentare, alla capacità produttiva, ai sistemi di autocontrollo e di tracciabilità aziendali e degli schemi volontari di Qualità. Tenuto conto dei risultati positivi dei controlli, il Parlamento ha quindi deciso di esentare da questo onere le aziende agricole che trasformano i propri prodotti.”

Diana ha quindi sollecitato, in una nota inviata all’Assessore regionale della Salute Massimo Russo, un intervento immediato nei confronti dei Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione per sospendere quelle richieste di pagamento dei controlli sanitari di cui al citato Decreto legislativo 194/08 che siano già state avanzate per l’anno in corso. L’entità della tariffa annuale a carico delle aziende agricole oggi esentate andava da un minimo di 482,40 euro ed un massimo di 1809,00 euro a seconde delle dimensioni produttive.

L’organizzazione ricorda inoltre che, in attuazione della norma approvata dal Senato, sarà emanato un specifico provvedimento ministeriale recante anche le modalità di rimborso dei pagamenti già effettuati da parte degli imprenditori agricoli che esercitano le attività di cui all’art. 2135 del codice civile.

L’esenzione è stata riconosciuta – ricorda infine la Confagricoltura – poiché i dati del ministero della Salute hanno dimostrato che il settore agricolo, pur essendo quello maggiormente esaminato (più di un terzo dei controlli totali) ha il minor numero di situazioni non conformi: solo il 4,7%, contro il 25,1% del settore della trasformazione, il 20,1% della ristorazione e l’11,7 della distribuzione.