Da mesi,ormai,si fanno calcoli,si cercano soluzioni e si scoprono veri e pochi scandali, in quella che è la società di servizi più “famosa” d’Italia. E di motivi per essere sulla bocca di tutti ne ha da vendere. Nota per la vicenda dei dipendenti con il vizio dell’assenteismo ma con il pallino delle barche o della vendita dei “panini con le panelle”, Gesip si è distinta anche per altre vicende poco chiare. Come fa,per esempio,una società cosi importante per l’immagine di Palermo,a rischiare di mandare a casa più di 1900 impiegati?
Eppure, con buona pace di molti, c’è chi (sembra il caso di dire…) ha già tirato i remi in barca.
Tra meno di un mese,i dipendenti conosceranno il loro destino: disoccupazione, internalizzazione, promozione a skipper di fiducia?Vedremo…
Intanto,abbiamo voluto fare 4 chiacchiere con alcuni di loro,per capire come la pensano.
-L’imminente fallimento della società è una catastrofe preannunciata? se si, perché?
- Sì, era prevedibile in quanto il comune da anni eroga lo stesso importo per i servizi offerti, nonostante Gesip sia mutata negli anni, aumentando la sua forza lavoro di circa il 35%. Spese sempre superiori a quello che c’è in cassa.
- SI E NO. si,per motivi prettamente finanziari; no, perche non credevo che ci fosse la volontà politica di farla fallire.
- E’ da diversi anni che la Società è in crisi, quindi tutti se lo aspettavano.
-Secondo lei, perché si è arrivati a questo punto? a chi addebiterebbe la colpa?
- Si è dato per scontato che il Comune ripianasse i continui ammanchi, chiaro… le colpe sono da ripartire tra amministratori e politica, i dipendenti non hanno responsabilità in tal senso.
- A quelli che negli anni si sono mangiati pure i “chiodi dai muri” e a quelli che gliel’ hanno permesso
- La mia convinzione è che la causa sia stata la pessima gestione dell’azienda.
-Quali saranno le ripercussioni nella sua posizione lavorativa?
- Sicuramente mi sento ritornato alla situazione di precariato, peggiore forse di quella che ricoprivo prima della nascita di Gesip.
- a breve termine nessuna, a medio e lungo…non so
- In questo momento preferisco non pensarci…perdere il lavoro sarebbe un disastro,è la mia unica fonte di reddito, per me e per la mia famiglia.
-L’Idv ha proposto in consiglio comunale : “l’internalizzazione dei servizi con un risparmio di spesa di milioni di euro per l’amministrazione, l’assorbimento del personale che scongiurerebbe ulteriore disoccupazione palermitana e l’eliminazione di un CdA parassita ed incompetente”. E’ d’accordo?
- Certamente, allo stato attuale sembra l’unica soluzione per dare serenità ai lavoratori e diminuire le spese dell’amministrazione comunale. (opinione condivisa da tutti gli intervistati)
-Nel caso in cui la Gesip fallisse sarebbe favorevole al riassorbimento del personale da parte di un’altro ente,società o Comune stesso?
- Beh se “morta” Gesip il rapporto di lavoro sarà direttamente col comune, penso che non ci saranno ripercussioni, anzi, credo sia meglio. Non intendo pensare ad altre ipotesi catastrofiche al momento (…) escludo invece altri enti e soprattutto società a capitale privato.
- Certamente andrebbe bene qualsiasi valida alternativa pur di non essere disoccupato
-Qual è la soluzione migliore per far fronte a questa crisi,secondo lei?
- La matematica non è un opinione, bisogna far quadrare i conti eliminando tutto il superfluo e ritengo che di superflue Gesip ne faccia parecchie.
- Secondo il mio parere, l’unica soluzione sarebbe l’internalizzazione al Comune di Palermo.
Insomma,non è difficile comprendere che,sebbene il campione degli intervistati sia esiguo rispetto al numero dei dipendenti,è evidente la loro piena disponibilità ad un’internalizzazione al Comune,pur di non perdere il posto di lavoro.
Molto probabilmente,le loro esigenze non si sposeranno mai con quella di una politica corrotta e sull’orlo del baratro,che si è alimentata giorno per giorno alle spalle dei lavoratori onesti.
La denuncia ad ogni modo va fatta;ci sono famiglie che rischiano di perdere tutto…..o forse no?
Forse,per l’ennesima volta,qualcuno al Comune si accorgerà che, per qualche altro mese si può mandare avanti la “baracca”,cercando estrarre succo da un’arancia ormai troppo spremuta.
s.g.
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