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Probabile giacimento petrolifero tra le Egadi e Pantelleria: occasione di riscatto?

Piattaforma Petrolifera

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La marea nera al largo delle coste statunitensi occupa da giorni le cronache dei tg di tutto il mondo e, in Italia, il dibattito ambientale va ad aggiungersi alla diatriba nucleare riportata in voga da Berlusconi di recente.

In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni del capo operazioni di Shell Italia riguardanti un vasto giacimento petrolifero che esisterebbe nel tratto di mare al largo della costa di Trapani (tra le Egadi e Pantelleria).

Si è allo stadio di ipotesi avanzata ma ancora nessuna certezza. Le voci sono di un enorme giacimento sottomarino in grado di produrre 150.000 barili di petrolio al giorno.

Fosse vero, significherebbe il più grande bacino petrolifero europeo.

I tempi sono lunghi tra fase di studio e poi di eventuale realizzazione ma la portata della notizia, se confermata, potrebbe essere epocale per l’economia asfittica della nostra zona.

Potrebbe rappresentare una forma di riscatto per la Sicilia oppure l’ennesimo saccheggio delle nostre risorse con il benestare di chi dovrebbe difendere i nostri interessi.

Intanto le prime polemiche è probabile si svilupperanno sul piano ambientale.

Già lo scorso marzo, quando una nave laboratorio della Shell operava in zona per le prime ricerche, una nota del sen. D’Alì segnalava il rischio concreto perchà la ricerca in questione potesse essere considerata invasiva dei fondali e degli ambienti marini visto che l’area include l’Area Marina protetta delle Isole Egadi ed una zona di cautela marina particolare quale dell’isola di Pantelleria.

Le due aree sono ormai sul punto di diventare parchi nazionali e D’Alì chiudeva la sua nota chiedendo “l’immediata sospensione di tutte le attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione nelle comunità locali”.

E questo potrebbe essere solo l’inizio…

Natale Stinco