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Rifiuti. Un accordo politico trasversale e nazionale per alzare i costi del servizio

pattoChe i rifiuti siano il business del terzo millennio è cosa ormai risaputa, così come è da tempo che si vocifera che qualcosa non quadri nella complessa operazione degli appalti.

Perplessità e dubbi sono ricorrenti e l’ultimo grande appalto sui rifiuti, quello dell’ATO1 Terra dei Fenici che è stato aggiudicato in prima battuta ad una ATI composta da AMIA, Aspica, Aimeri e Trapani Servizi,  ha lasciato per strada molte perplessità specie se si tiene conto che subito dopo la firma del contratto di appalto, l’AMIA e l’Aspica si ritirano e rimangono Aimeri e Trapani Servizi.

Per operare la procedura di ritiro dall’ATI, l’ASPICA che fa capo al gruppo UNENDO,  aveva A.D. un ingegnere di Alcamo, che ha delegato alla rescissione dell’accordo sull’ATI e alla rinuncia dell’appalto, il fratello del presidente della Holding Biancamano Spa, che detiene il controllo della Aimeri Ambiente Srl e che  fino al 13 ottobre 2008 anche procuratore speciale della società Aimeri.un anomalo  ritiro dall’ATI che specie in Sicilia.

Una procura del tutto legale ma il fatto che Pizzimbone entri nell’operazione con una azienda che si ritira fa sorgere più di qualche domanda.

Ma anche il ritiro dell’AMIA dopo appena pochi giorni dalla firma del contratto non appare chiara.

Che dire poi della incredibile situazione di Trapani Servizi, società controllata dal Comune di Trapani (che è socio dell’ATO1 Terra dei Fenici e quindi stazione appaltante), che partecipa ad una gara indetta da una società in cui fa parte il suo controllore principale, se l’aggiudica e,  in sede di modifica del contratto, viene autorizzata a non svolgere alcun servizio per l’ATO1.

Fatti a noi poveri mortali incomprensibili e che meriterebbero forse qualche attenzione da parte degli organi di controllo tanto più che alla fine Aimeri, non rispetta i termini contrattuali, e si tratta di un contratto di 160 milioni di euro per 7 anni …

A questo ora si aggiunge il sospetto da parte del Consigliere Comunale di maggioranza di Marsala,  Michele Gandolfo, che, come riporta il quotidiano la Sicilia di oggi, che qualcuno negli ultimi 5/6 anni abbia operato ad arte (in vista dell’avvento dell’ATO) per far innalzare il costo del servizio. Gandolfo  afferma che “…certo, il sospetto è legittimo anche se non possiamo averne la certezza. L’impressione è che sul corso avviato nel settore della raccolta dei rifiuti vi sia stato un accordo politico trasversale a livello nazionale che è passato sopra le nostre teste, E noi non possiamo farci nulla…”

Sarà così?

Noi rileviamo che nel caso di Marsala dai 6,5 milioni di euro siamo passati con l’ATO1 Terra dei Fenici a circa 15 milioni …