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Palermo. Nel disastro palermitano si apprende che anche i morti … pagano i rifiuti

L’ortodossia amministrativa a volte rasenta il sabotaggio”. Il laconico commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, è riferito alla notizia giunta da Palermo di centinaia di cartelle della tassa rifiuti intestate a persone decedute o imprese fallite, e nonostante ciò iscritte nel bilancio comunale per la ragguardevole cifra di 25 milioni di euro.
Ad accorgersene è stata la società di riscossione dei tributi, che ha immediatamente avvisato il Comune della “svista”.  Ma la famigerata Tarsu ha messo sul piede di guerra anche gli albergatori, che hanno conosciuto continui aumenti dei tributi e dichiarano di pagare sette volte in più dei colleghi milanesi.      

Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, “si tratta di una situazione difficile, frutto della cattiva gestione delle risorse economiche da parte dell’amministrazione comunale, che ora prova a risanare il bilancio con questi inasprimenti. I tributi devono essere pagati da tutti in maniera congrua ed equa – prosegue Soldà – ma senza vessare una determinata categoria, che peraltro concorre alla crescita economica del territorio”. Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti invita in conclusione “a lavorare per creare una burocrazia realmente efficiente e non lenta, inutile e come in questo caso, distratta”.