- Osservatorio Sicilia - http://www.osservatorio-sicilia.it -

15 Maggio: niente festa dell’autonomia. Chiuse solo le scuole …

Riceviamo in continuazione richieste di chiarimento circa l’asserita festività del 15 maggio, quale ricorrenza della firma dello Statuto Siciliano. Da più parti viene chiesto se il 15 maggio è festa regionale oppure no e quindi riteniamo doveroso fare alcune precisazioni.

Il 15 maggio non è giornata festiva. L’assessore Leanza, con decreto del 29 luglio 2009 ha stabilito che “ L’ attività scolastica nelle scuole dell’infanzia, e le lezioni nelle scuole primarie, secondarie di 1° grado, e negli Istituti e Scuole di istruzione secondaria di 2° grado sono sospese nei seguenti periodi: …..  – vacanza per l’Autonomia Siciliana: 15 maggio 2010”.

Il problema nasce dal che il decreto dell’assessore Leanza firmato il 20 luglio del 2009 (n. 1446) ha introdotto un giorno di vacanza per gli studenti siciliani, dopo che era stato annunciato, anche se il 24 luglio era stato annunciata la decisione di istituire la giornata dell’autonomia.

I giornali, compreso noi che abbiamo appreso la notizia da un comunicato del MIS, siamo caduti nell’errore ma il silenzio del governo Lombardo sulla questione ha, come spesso succede, avvallato l’errore giornalistico creando vane aspettative. Ancora oggi non sembra che il governo Lombardo abbia sentito la necessità di diramare un comunicato per chiarire ai siciliani la questione.  

Nessun festa e nessun convegno ufficiale e soprattutto uffici pubblici ed attività commerciali regolarmente aperti il 15 maggio.

Nella lunga sequela di offese all’autonomia siciliana perpetrate con certosina regolarità dallo stato italiano anche con l’aiuto della Corte Costituzionale, si può vantare anche la dichiarazione di incostituzionalità della norma regionale (vedi l.r. 07/03/1972) che aveva introdotto la giornata della autonomia.

Nessun politico ha mai combattuto per il diritto all’autonomia e recentemente Lombardo,contestando  flebilmente la Corte che ha dato una rasoiata allo Statuto cancellando il potere regionale all’introito delle accise, ha chiarito che di autonomia i politici ne parlano solo per riempire il tempo nei salotti “buoni” e nei palazzi del potere.

Per il resto, tutti zitti.