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IL PD pronto a dare “fiducia” a Lombardo. Basta poco, che c’è vò?

Una volta si chiama “compromesso storico”, oggi si chiama inciucio basato su reciproci interessi tra Lombardo e il PD, o meglio, quello che resta di un partito diviso e lacerato.

Il PD è con Lombardo che gli ha garantito qualche posto di potere e un paio di assessori di riferimento, Lombardo è con il PD che gli garantisce, almeno fino a quando non esplode la mina Miccichè, la sopravvivenza politica.

Un gioco di interessi quindi e gli unici a pagarne le conseguenze sono ovviamente i siciliani che li hanno eletti … 

Secondo quanto scrive Claudio FAVA nel suo blog di Sinistra Ecologica e Libertà, “due anni fa il medesimo PD siciliano aveva orgogliosamente schierato alle elezioni regionali la propria candidata più autorevole, Anna Finocchiaro, in una vibrante campagna elettorale nel nome di una Sicilia libera finalmente dalle clientele del candidato delle destre Lombardo. Oggi, archiviata la campagna elettorale, il PD è entrato di fatto nella coalizione di centrodestra a fianco di Raffaele Lombardo e dei suoi galoppini”.

Vero quanto afferma Fava, ma dimentica che l’attuale senatrice della repubblica si candidò alla presidenza della regione con il paracadute. Ovvero, l’inclusione in una lista sicura del nord Italia nelle liste del PD.

Fu probabilmente uno dei motivi per cui la Finocchiaro perse le elezioni. I Siciliani non cedettero alle sue parole visto che la sua testa era proiettata al Senato, e quindi la punirono, o forse, come direbbe Fava, punirono la Finocchiaro contro i loro stessi interessi.

Tipico della Sicilia.

E adesso, dal pulito del PD sono scesi quanti demonizzavano Lombardo e si sono alleati con il demone.

Secondo quanto scrive Fava, interpellati, i dirigenti democratici dell’isola spiegano: lo facciamo per le “riforme”.

Le riforme, ovvero la scusa per cercare di coprire incapacità ed inefficienze politiche. Lo Statuto e le norme ci sono, sono sufficientemente chiare, basta applicarne.

Basta poco, che c’è vò?