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Polizia Municipale in Sicilia. Esistono i gradi ?

polizia municipalePer rispondere a questa domanda, abbiamo preso in esame una inchiesta pubblicata a giugno 2009 su  un illustre quotidiano nazionale della famiglia Berlusconi, a firma di Cristiano Gatti: “A Catania ogni vigile ha 125 capi” con la quale si rappresenta l’ennesima disfunzione siciliana.

Secondo il Giornale, Trapani, capoluogo della Sicilia più estrema e più abbagliante, vanta nel corpo della Polizia Municipale, un esercito comunale praticamente di soli generali.

L’organigramma: 70 ispettori capo, 9 commissari, un funzionario e un comandante. Per una città di 70mila abitanti, 81 vigili con ruolo dirigenziale. Sotto di loro, perché non si dica che Trapani non è unica al mondo, i vigili normali ammontano a 7.  Dieci generali per ogni soldato semplice

«Il fatto è – avrebbe spiegato il comandante Francesco Guarano – che i Comuni non assumono, l’età media va verso i 55 anni, e con l’anzianità aumentano automaticamente i gradi…».

Sempre secondo il Giornale, il meccanismo perverso porta Catania ad avere 4 vigili e quasi 500 ispettori, anche se lì risolvono il problema mandando per strada pure i graduati.

La spiegazione, sempre secondo l’articolista de Il Giornale, da sola, può mandare in terapia intensiva il ministro Brunetta. Ma la realtà resta questa: in attesa che l’Italia diventi un Paese dove si fa carriera con il merito e non con i compleanni, ci sono città in cui non si riesce a mandare il vigile all’incrocio neppure puntandogli un revolver alla nuca. Per strada vige la legge della giungla, negli uffici si accumula una calca di personaggi prestigiosissimi che svolgono mansioni importantissime. Nessuno comprende esattamente quali, ma così risulta ufficialmente”.

Di quanto scritto dal collega Gatti, si può concordare solo con l’ultima affermazione, e cioè che alla fine nessuno sa esattamente cosa fanno questi signori a riscaldare la sedia negli uffici.

Per il resto, sarebbe bene correggere il tiro perché quando si parla di ispettori e vice ispettori nel corpo della Polizia Municipale, si deve tenere conto che non si tratta di “gradi” ma semplici distintivi di anzianità che riguardano il profilo del personale di categoria “C”  del ruolo agente – istruttore, nulla hanno a che fare con la gerarchia, che, nel corpo è indicata secondo la categoria di appartenenza, ovvero ruolo commissario, categoria D e Dirigente (comandante) del ruolo dirigenziale (vds GURS n. 27 del 1.6.2006).  

Quindi, nel caso di Trapani ci sono 9 funzionari e un dirigente per 70 “agenti”, lo stesso dicasi per Catania dove i 500 ispettori non sono altro che “agenti”, semplicemente …. anziani.

Non c’è alcuna piramide rovesciata come afferma Gatti, anche se in Italia basta un distintivo per “apparire” capo. Lo scandalo è che molti vigili urbani (una volta si chiamavano così) vegetano in poltrona anziché andare per strada …

Ma è assolutamente fuorviante ed erroneo parlare di gerarchie  ed anche il Comandante della Polizia Municipale di Trapani, cercando di giustificare una organizzazione del servizio quantomeno “criticabile”, ha commesso un errore parlando di “gradi” .

Rimane grave, e questo va sottolineato, il fatto che il corpo della Polizia Municipale in molte parti della Sicilia, sembra diventato un corpo di “impiegati”, ma questo deriva dalla mancanza di una classe politica capace di scegliere con saggezza i dirigenti  del servizio di Polizia Municipale e di far rispettare le norme. Se si cominciasse a mandare a casa un po’ di dirigenti/comandanti, forse si comincerebbe a far cambiare la tendenza alla “poltrona”.