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A noi Lombardo, un regista per film bidoni, alla Padania il condottiero Bossi

giussanoIl grande evento di Lombardo all’ARS, preannunciato con roboanti affermazioni quali” farò in aula nomi e cognomi di politici collusi … “,  si è ridotto ad un mero monologo inconcludente che non ha chiarito nulla.

Lombardo si è dimostrato per quello che è, un politico di stampo siciliano senza verve e senza progetti.

Ha attaccato sessanta anni di autonomia, o meglio sessanta anni di politica gestita da ascari, si è congratulato con il suo governo per quello che ha fatto fino ad oggi, ma nella realtà siamo passati dal cuffarismo al lombardismo.

E’ cambiato il timoniere, sono cambiati i vogatori (deputati nazionali e regionali,  vassalli della politica e questuanti) ma per i siciliani non è cambiato nulla. Il popolo è passato dalla monarchia savoiarda alla monarchia dei partiti. Nei palazzi dei re e dei principi ora si aggirano, tronfi del loro potere, politici che si sono sostituiti alla monarchia costruendo un solco maggiore con il popolo,  di quanto la stessa criticata monarchia aveva costruito in millenni di potere.    

Diverso il discorso al nord dove un gruppuscolo di disperati oltre vent’anni fa fondò la Lega Nord e decise di “lavorare” per il proprio territorio.

Definiti “fenomeno” passeggero agli inizi della loro avventura,  la Lega, con a capo un condottiero di stampo medievale, cioè Bossi, ha costruito un movimento fatto di uomini e donne che remano all’unisono per gli interessi della terra di Padania, immaginata da Bossi & C., e oggi incubo di tutti i pseudo politici mestieranti.

Nella Lega non c’è destra o sinistra, e qualche ex DC o ex di questo o di quel partito nazionale nel tempo ha passato il “Piave” e si trova a braccetto con Bossi, da tempo pensa e vive come un leghista, infischiandosene degli inciuci e delle meline di bassa lega politica.

Ed ora, beffardamente, mentre Raffaele Lombardo ingoia il rospo con flebili lamenti ed indecenti appelli al presidente della repubblica italiana, della sentenza della Corte Costituzionale che di fatto dà un colpo mortale allo Statuto, e vede scomparire il Banco di Sicilia, Bossi comincia a pensare ad un premier leghista e al controllo della finanza del nord.

Noi abbiamo un regista del passato, Raffaele Lombardo,  che crea aspettative che poi si rivelano bluff o meglio bidoni, loro, i Padani, hanno gli uomini della Lega Nord con a capo Umberto Bossi che, “vivendo” il territorio padano, acquisiscono consensi e comandano in Italia.

Noi siamo al declino con tanti principi Fabrizio di Salma, loro, i Padani, sono verso il potere con tanti Alberto da Giussano …