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Aeroporto Catania chiuso precauzionalmente per 40 minuti causa “rondini”

La presenza di un eccezionale stormo di rondinacei, circa un migliaio di esemplari, che dall’alba di stamani sorvolavano la pista dell’Aeroporto Internazionale Fontanarossa di Catania, ha convinto la SAC, la società di gestione dello scalo, a sospendere in due occasioni, e per 20 minuti ciascuna, le attività di volo al fine di garantire la massima sicurezza del sistema aeroportuale.

Tre i voli dirottati in mattinata su Palermo (due provenienti da Milano e uno da Roma) mentre un quarto aereo, con sufficienti risorse di carburante a bordo, ha stazionato per dieci minuti in volo ed è poi regolarmente atterrato. Gli aerei dirottati a Palermo, dopo aver fatto rifornimento di carburante nello scalo Falcone-Borsellino, hanno poi fatto rientro a Catania in 40 minuti. Inevitabili, anche se di modesta entità, le ripercussioni sulla regolare attività dello scalo che ha registrato alcuni ritardi dovuti all’accodamento dei voli.

La natura straordinaria dell’evento, che ha fatto scattare l’immediato intervento del sistema operativo della SAC, è stata registrata sin dall’apertura dello scalo dalla BCU di Fontanarossa, ovvero la Bird Control Unit, l’unità operativa di controllo sugli uccelli attiva in tutti gli scali italiani per monitorare 24 ore su 24 la presenza di pericolosi volatili nell’area di movimentazione degli aeromobili, con particolare attenzione alla pista di volo e alle fasce di sicurezza.

Oltre una dozzina gli uomini della SAC impegnati a “dissuadere” i rondinacei che, a differenza di altre specie di volatili, risultano meno reattivi a tutti i sistemi di dissuasione definiti dalle autorità internazionali e regolarmente presenti nello scalo di Fontanarossa. Se è vero infatti che la presenza di stormi è un evento naturale che non si può evitare, soprattutto durante le migrazioni primaverili e autunnali, a Fontanarossa sono disponibili attrezzature, uomini e procedure. Un sistema certificato dall’ENAC e previsto dal piano di contenimento del rischio d’impatto degli aeromobili con l’aviofauna. Si comincia dalla cura del verde circostante, eliminando le piante che attirano i volatili e attivando una serie di biodissuasori: acustici, prima di tutto, ma anche cannoncini al propano e lanciarazzi per spaventare gli uccelli. A Catania, poi, il BCU può contare sulla presenza di dissuasori “naturali”. Sono i gheppi, piccoli predatori che vivono nella Piana di Catania, volano in solitario – e dunque non disturbano le normali attività dello scalo – e cacciano le specie più piccole, come i rondinacei, appunto, tenendo libero lo spazio aereo.

Secondo i tecnici della BCU della SAC l’eccezionale massa di uccelli di oggi potrebbe essere stata causata dalle piogge dei giorni scorsi e dal repentino rialzo della temperatura: un clima caldo umido che ha favorito la presenza di insetti nei bacini d’acqua dell’area aeroportuale attirando questi rondinacei per natura insettivori.

Il rischio di incidenti aerei causati da uccelli è un problema cui le autorità aeronautiche internazionali prestano la massima attenzione in termini di uomini e mezzi e che è rappresentata in Italia da una apposita commissione, la Bird Strike Committee Italia: non sono rari infatti gli episodi di incidenti aerei legati allo scontro fra aeromobili in volo e uccelli. Episodi che, quando non provocano danni irreparabili ai motori e alle turbine dei vettori, convincono i piloti al rientro precauzionale: 12 i casi di rilievo registrati in ambito internazionale nel solo mese di marzo (Fonte www.birdstrike.it [1]).