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Garibaldi e la truffa dell’unità d’Italia

Egregio dottor Michele Santoro,Direttore della testata giornalistica “Osservatorio Sicilia” (in prima lettura ho pensato al Santoro televisivo e poi la fotografia, opportunamente pubblicata,mi ha chiarito il dubbio) ,Le scrivo per esprimere alcune mie considerazioni in margine ad un articolo giornalistico scritto dal signor Antonio Ferracane e pubblicato sul suo giornale l’11 marzo ultimo scorso .

In verità non è che sia molto chiaro cosa desidera di preciso il signor Ferracane : comincia il suo scritto lamentandosi che a Marsala non esiste un monumento a Garibaldi che egli stesso definisce il personaggio storico più famoso d’Italia  e si rammarica perché tale opera non è stata inserita nella lista delle cose da fare con la celebrazione del 150°dell’unità .In altre parole evidenzia la esclusione di Marsala dalla  assegnazione di fondi che sono stati o sono per essere distribuiti con grande generosità per la celebrazione suddetta : siamo a questo punto ad una prosaica richiesta di soldi !

Poi riflette e finisce con il concludere  che specie in un momento di crisi economica non è il caso di spendere del denaro pubblico per far monumenti,anche se l’idea di poter vedere davanti alla città il monumento al Garibaldi  torna a sedurlo .

Questo è quanto scrive il signor Ferracane e va anche bene in quanto ciascuno è libero di avere e manifestare le proprie idee .

Io ho detto prima però che volevo esprimere alcune considerazioni e non più di tanto su quello che è stato scritto,ma piuttosto ,prendendo spunto da quanto citato nell’articolo in questione, sulle celebrazioni multiple e lunghe che con “”ciampesca”” iniziativa furono decise e oggi si cominciano a realizzare per ricordare ancora una volta, nello stesso modo tronfio, retorico, oleografico e mendace , quanto, disgraziatamente per il Sud, accadde centocinquanta anni addietro iniziando proprio da Marsala .

E’ ormai chiaro che fu tutta una impresa truffaldina, iniziata con l’inganno e terminata con la violenza, voluta da pochi, orchestrata e finanziata da stranieri interessati, messa in atto da un guerrigliero con una banda irregolare e completata da una sciagurata dinastia quale casa Savoia,con la conclusione della cancellazione dalla carta geografica di un Regno, le Due Sicilie, che era nato con i Normanni nel 1130 come Regno di Sicilia e che si era mantenuto sempre unito, costituendo oltre che uno Stato anche e sopratutto una Nazione .

E’ anche chiaro che per come andarono le cose ci fu colpa anche dalla parte del Regno stesso,o meglio ancora della classe dirigente anche di quella molto alta e ciò va detto e precisato.

Non si può però continuare a glorificare quegli eventi che costituirono una semplice e pura conquista militare, con tutte le conseguenze negative di una operazione del genere sul popolo conquistato, ripetendo le stesse menzogne che sono state insegnate  e divulgate tenendo ben nascosta la verità : “don Ciccio Tumeo”  lo dice chiaro e tondo che voleva dire no e lo avevano obbligato a dire si , le repressioni violente con arresti,carcerazioni, fucilazioni senza processo o su semplice decisione di un qualunque caporale piemontese, il furto a carico del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli , la leva militare obbligatoria, la confisca dei beni ecclesiastici con danno per le classi disagiate, lo spostamento del baricentro economico, commerciale, industriale verso il nord e ancora tante e tante cose che si possono ormai agevolmente leggere nelle tante pubblicazioni in merito oggi esistenti.

E nel prossimo anno si celebrerà sempre per quella iniziativa “ciampesca” la proclamazione del Regno d’Italia con Re Vittorio Emanuele II che nel momento in cui era proclamato Re aveva la maggior parte del Sud in preda a totale ribellione con quelle bande formate per lo più  da ex soldati del vecchio esercito e da uomini e donne,si anche donne,di ogni grado e categoria sociale che non avevano alcuna intenzione di assoggettarsi a questo sovrano che tra l’altro parlava francese e che furono definite brigantesche con intento diffamatorio .

A questo punto si può continuare ancora a lungo evidenziando fatti e cose che dimostrano la manipolazione della storia a senso unico effettuata dal potere vincente dell’epoca  e non credo che ci possa essere obiezione in proposito,a meno che non si voglia continuare ostinatamente a negare il vero .

Con molti  saluti Giovanni Salemi (a proposito : non ho niente  a che fare con la città che accolse Garibaldi e oggi Sgarbi! )

Caro Signor Salemi, 

proprio l’attuale sindaco di Salemi è l’esempio illuminante di come i siciliani possono essere manipolati. Ci siamo bevuti anche lo storico incontro Tra Vittorio Emanuele II e Garbiladi a Teano che non è mai avvenuto …

E’ bastato che un “signore” dicesse un giorno, “non è importante che io sia sindaco, ma piuttosto chi io dico diventi sindaco”, ed ecco che ancora una volta, un popolo si è trovato un estraneo in casa a dirgli cosa deve fare e come deve comportarsi.

Siamo autolesionisti per natura e questa natura è la fortuna di pochi “signorotti” democratici, della massoneria, della chiesa, della casta politica sempre più vassalla delle segreterie romane, ed in definitiva, di quanti hanno interesse a tenere i siciliani al guinzaglio di un sistema assistenziale e casta dipendente.

Finiti i tempi del Vespro e delle grandi e sfortunate rivolte contadine … 

Saluti
Michele Santoro