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A Napoli si comprano voti per 20 euro. In Sicilia anche per un chilo di pasta …

Il vice responsabile campano  dell’Italia dei Diritti: “Segno che evidenzia un malcostume oramai radicato e difficile da estirpare” .  “Problematica antica che negli ultimi anni è stata in parte arginata, ma ora in vista delle prossime elezioni regionali sta nuovamente riesplodendo a livelli considerevoli. Capisco che chi sta morendo si attacchi a qualsiasi filo di speranza, ma la gente deve capire che la compravendita di voti elettorali è un reato, un illecito associabile alla corruzione”.

Con queste dichiarazioni Angelo Di Mauro, vice responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, commenta i risultati apparsi nel dossier sul voto inquinato presentato dalla Federazione della Sinistra.
Emerge un listino prezzi per ottenere voti che parte dai 20 euro a persona nelle zone più degradate della città ai 50 euro per chi vive nei rioni centrali, sino ad arrivare a 150 euro per ricevere la garanzia di voto di tutto il nucleo familiare.
A questo si aggiungono anche promesse di lavoro e donazioni di generi alimentari.
Coinvolti nella vicenda entrambi gli schieramenti politici.

Niente di nuovo sotto il sole. Quello che rileva Angelo Di Mauro a Napoli è una situazione “quasi” migliore che in Sicilia dove sembra (il sembra è dovuto al fatto che le voci circolano ma nessuno vuole confermare) che si può avere il voto anche per un chilo di pasta.