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Afghanistan. Il Pakistan “rompe” il gioco e stoppa i colloqui tra talebani e Karzai

Pakistan

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Il Daily Times azzarda una previsione tutt’altro che impossibile sui futuri scenari asiatici, l’uscita degli USA e quindi dell’Europa dall’Afghanistan senza aver risolto il problema della democrazia in Pakistan lascia aperta la porta ad una possibile catastrofe politica che potrebbe destabilizzare la regione.

Nella lunga e complessa guerra afghana c’è sempre l’ombra del Pakistan che in un modo o nell’altro “dirige” il presente e il futuro del vicino paese.   

Da quando Obama è alla Casa Bianca si parla sempre più insistentemente di negoziati, più o meno segreti ma sempre smentiti dagli USA e respinti dagli stessi talebani, che hanno di fatto prodotto un cambiamento del pensiero pakistano sull’intera questione, ma non solo. Tutti le parti in causa, hanno cambiato modus operandi in previsione futura.

Il Pakistan innanzi tutto. Lo schema messo in atto dagli USA stava di fatto estromettendo il paese anche se formalmente Obama, pur pungolando i pakistani ad un maggiore interventismo militare, ha sempre sostenuto l’eneludibilità del coinvolgimento pakistano nell’assetto futuro della regione.

Ma i pakistani evidentemente non si fidano e quindi ha iniziato ad arrestare i principali leader talebani che avrebbero dovuto iniziare un dialogo con il governo Karzai. E che le cose stiano andando in questo senso viene confermato dall’ex inviato delle Nazioni Unite in Afghanistan, Kai Eide, che senza tanti giri di parole aveva detto che con l’arresto di questi leader si sono “fermate” i colloqui segreti che erano in atto con i buoni auspici delle Nazioni Unite.

La grande scacchiera asiatica che comprende Pakistan, Afghanistan e Iran, continua a riservare mosse e contromosse “pensate” e anche giocate già molto tempo fa.