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ARCHEOLOGIA: a Ragusa innovativo percorso per bambini in poesia nella mostra sugli elmi di Berlino

Poesie e illustrazioni d’autore dedicate al tema degli elmi ma pensate per incuriosire i visitatori più piccoli e far riflettere i grandi sugli aspetti negativi di tutte le guerre affiancheranno nelle sale di Palazzo Garofalo, a Ragusa, i testi documentali di “Elmi per gli uomini, per gli dei”, la mostra in programma dal 1° aprile al 28 giugno nel capoluogo ibleo e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, dal Pergamon Museum di Berlino e dalla Proloco di Ragusa con il sostegno dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, in sinergia con il Museo della Cattedrale di Ragusa, la Provincia Regionale e il Comune di Ragusa e con il contributo di Emergency, l’associazione italiana impegnata ad offrire assistenza medico-chirurgica alle vittime civili delle guerre. Un concetto innovativo e assolutamente inedito per i musei siciliani quello promosso dal Soprintendente di Ragusa, arch. Vera Greco, in occasione di questa mostra che si avvale del contributo creativo della poetessa e scrittrice Lina Maria Ugolini e dell’illustratore Alfredo Guglielmino. Sono loro gli autori di “Un elmo per cappello”, la poesia-guida che parlerà direttamente ai bambini per farli diventare portavoce di pensieri di pace.

“Vogliamo condurre anche famiglie a questa importante mostra archeologica – spiega il Soprintendente Greco – perché sia un’occasione di dialogo e di scambio di saperi, ricordi ed emozioni fra grandi e piccini. Per questo, parallelo all’allestimento museale scientifico, concepito dagli archeologi della nostra Soprintendenza secondo un rigoroso criterio cronologico, abbiamo pensato anche al pubblico dei bambini con un percorso narrativo, più basso e proprio su misura”. E per i bimbi, a fine mostra, c’è poi una sala-morbida completa di lavagne, tavoli, sedie, libri, fogli e matite: un implicito invito alla conoscenza tramite la lettura e al racconto delle proprie emozioni tramite matite e gessetti. Un grande tazebao raccoglierà i contributi dei piccoli visitatori.

Quella di Ragusa sarà la prima “uscita ufficiale” dalla Germania per i nove elmi in prestito da Berlino cui gli archeologi della Soprintendenza iblea accosteranno gli elmi ritrovati nel Mediterraneo, al largo delle coste siciliane. Degli elmi del Pergamon, che in questi giorni sono in fase di restauro, i più antichi provengono dal santuario di Olimpia (VII sec. a.C) in Grecia dove venivano consacrati alle divinità come ex voto dai reduci di guerra. Di qui il titolo “elmi per gli dei”.

Altri cinque, in bronzo e d’età arcaica, sono invece quelli recuperati nelle acque siciliane ed esposti nei Musei Archeologici Regionali di Ragusa, Camarina (Rg) e Gela (Cl): “Sono questi gli ‘elmi per gli uomini’ – ipotizza l’archeologo Giovanni Di Stefano, dirigente dell’omonimo servizio nella Soprintendenza di Ragusa – che immaginiamo venissero scambiati nell’antichità dai ricchi commercianti che solcavano il Mediterraneo come cimeli di guerra, mute testimonianze di epiche battaglie”. Completa la mostra la galleria di foto proposte da Emergency, l’associazione italiana indipendente e neutrale impegnata nei conflitti internazionali per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre. Foto che documentano gli orrori dei conflitti internazionali e civili in corso nel nostro pianeta ma che fanno conoscere anche la nobilissima opera di medici e infermieri che soccorrono e medicano la gente più povera.

 “L’idea che ci ha animati – spiega ancora la Greco – è quella di denunciare l’assurdità di ogni guerra partendo dalla testimonianza di un oggetto come l’elmo, simbolo inequivocabile di battaglie e duelli, di sangue e clangori pur lontani nel tempo: dalla storia di ieri, dunque, un invito al dialogo e al pacifico confronto culturale e dialettico rivolto ai potenti e agli uomini di ogni nazione”. L’organizzazione e l’allestimento sono curati dalla Proloco di Ragusa. L’ingresso è gratuito.