Dopo la cattura di Provenzano e dei più potenti boss mafiosi della Sicilia orientale, i cittadini avevano sperato che finalmente la giustizia potesse avere nelle proprie mani il controllo della città.
La festa è durata poco. Le famiglie mafiose non hanno perso tempo a riorganizzare il loro organico e a far sentire di nuovo la loro presenza.
La criminalità organizzata,fortemente privata dei propri “pezzi forti”,ha ricominciato ad operare servendosi dei più bassi elementi delle famiglie mafiose; ladruncoli e giovani che di “mafioso” fino a poco tempo fa avevano solo l’atteggiamento.
Un segnale forte,questo,dell’evidente difficoltà della mafia a ritornare quella di un tempo.
L’unico modo per riprendere vigore è quello di autosovvenzionarsi tramite la riscossione del cosiddetto “Pizzo”.
E cosi dopo mesi di “magra”, dovuti ai numerosi arresti dei vari uomini addetti alla riscossione, la mafia è tornata a fare le cose in grande.
A metà febbraio vengono sparati 3 colpi di pistola alle vetrine del Ciro’s spritz, sito in via Emerico Amari; pochi giorni dopo il locale viene incendiato.
Il danno stimato è di circa 50 mila euro.
I 3 proprietari del locale non si arrendono,denunciano l’accaduto alle forze dell’ordine e invocano l’aiuto delle varie associazioni anti-racket.
Nonostante le varie denunce, i proprietari si sentono soli,abbandonati.
Gli esercizi commerciali vicini sembrano non collaborare; a cominciare dal famoso bar “Bristol”,nessuno sembra aver visto niente quella notte in cui sono andate in fumo le speranze dei 3 proprietari del Ciro’s e dei 12 dipendenti.
Il Ciro’s spritz non ci sta. In dieci giorni proprietari e dipendenti investono tutte le loro energie e riaprono il locale.
E’ il 1 marzo e mentre in via Emerico Amari si festeggia, ignoti danneggiano l’altra storica sede del Ciro’s sita nella zona di via Notarbartolo.
Dal web,l’associazione “Muovi Palermo” grida -: “Non lasciamoli soli” ed insieme all’associazione Addio Pizzo e Libero Futuro si adoperano per smuovere le coscienze dei cittadini e per denunciare lo scarso appoggio di Confcommercio,Confesercenti e CNA.
“Ci ritroviamo a lavorare in condizioni di solitudine e isolamento”, dice un portavoce di Addio Pizzo, “Ci risulta,addirittura,che sottobanco Confcommercio abbia dato indicazione ai propri iscritti di non aderire ad Addio pizzo”.
Confcommercio si difende negando le accuse.
Da questo susseguirsi di botte e risposte l’unico dato che emerge è l’incapacità di aiutare concretamente tutti coloro che denunciano il pizzo.
A scendere in campo questa volta sono i cittadini,quelli dai quali non ti aspetteresti altro che commiserazione ; ed ecco,invece,che non tutti vogliono fare la figura di chi “non sa,non vede e non parla”.
Palermo non abbassa la testa! E’ qui pronta a difendere i commercianti e a non lasciarli soli.
“Abbiamo tutti paura,ma se è il caso stazioneremo davanti ai locali anche la notte” grida un ragazzo.
Insomma,l’unione fa la forza…si sa. Chissà se l’unione dei cittadini cambierà volto a questa città….una volta per tutte!
Sabrina Gottuso
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