Con dispiacere, mi trovo a scrivere queste parole che spero raggiungano tutti i miei concittadini, indirizzata in modo particolare al mondo Politico ed ai miei coetanei.
Proprio ai miei coetanei vorrei dire: spesso si sente che i giovani siano di ampie vedute, che riescano ad immaginare e realizzare grandi opere con poco ed è proprio di una grande opera che voglio parlarvi, l’Unità d’Italia, il Monumento ai Mille.
Al mondo politico della mia Marsala ricordo che il Risorgimento fu il periodo storico in cui la nazione italiana conseguì la propria unità, che dobbiamo alla figura più rilevante del periodo e personaggio storico italiano più famoso al mondo, Giuseppe Garibaldi.
Non trovo completamente giusto che a Marsala, città da cui l’Unità ebbe inizio, non vi sia ancora un monumento commemorativo dell’impresa di Garibaldi, dei Garibaldini e di tutti coloro altri che si sono uniti nel corso dell’impresa.
Non trovo giusto che gli unici ricordi siano una stele dimenticata (quasi nascosta) all’interno del porto, un mezzo busto ed il basamento di un monumento iniziato e mai finito.
Monumento, quello del lungomare, progetto dell’Ing. Emanuele Mongiovì, marsalese emigrato a Roma, che a noi cittadini marsalesi è costato già troppi soldi.
Ancora oggi, a distanza di 23 anni dalla posa della prima pietra, il monumento resta incompiuto; un’opera ormai superata con i tempi perché quando venne approvata prevedeva, oltre al monumento visibile esternamente, il Museo Garibaldino che oggi a Marsala esiste ed è sito nei locali del Complesso Monumentale San Pietro.
Personalmente, ho sempre appoggiato l’idea che il monumento debba essere completato, motivo per cui ho anche scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo se lo Stato fosse interessato o meno al completamento dell’opera. La risposta del Presidente è stata positiva ed ha anche provveduto a informare ufficialmente il Comitato che si occupa di organizzare le manifestazioni per il 150esimo. A causa di una serie di amministrazioni comunali miopi, di una politica o non politica che ha fatto già il suo tempo, Marsala non ha ancora né ottenuto i fondi necessari al completamento del monumento, né è stata inserita nel programma delle manifestazioni come meriterebbe in base alla storia.
Ma da cittadino responsabile, oggi mi chiedo se sia più importante per la nostra città avere un imponente monumento fatto di cemento, acciaio, marmo, visibile dal mare ma che oscuri la vista da Porta Garibaldi (conosciuta anche come Porta Mare) il cui costo gravi sulle risorse comunali e quindi di tutti noi marsalesi o in ogni caso dell’erario, oppure se sia più importante un luogo per ricordare le gesta dell’Eroe dei due mondi che possa riqualificare parte del litorale Marsalese!
Possibilmente una zona verde, che non sia solo sfruttata per le manifestazioni storiche, che non sia solo oggetto di interesse per le foto dei turisti ma che sia luogo di incontro per tutti noi, dove potersi sdraiare a studiare nelle belle giornate primaverili, dove i più piccoli possano anche giocare e divertirsi, un monumento semplice e naturale, raffigurante il bell’Eroe dei due mondi a cavallo in posa eretta con lo sguardo rivolto verso Porta Mare.
In un particolare momento di crisi economica e di identità nazionale, in un momento in cui gli italiani non possono nemmeno guardare all’emigrazione per trovare lavoro, considerando che la concorrenza della manodopera estera costa meno, credo sia opportuno da parte di tutti – e di coloro che amministrano in particolar modo – pensare se sia giusto tale spreco di denaro pubblico.
A mio parere la nascita di una grande opera come L’Italia, costruita in così tanti anni sul sangue di quanti si sono battuti per una sola nazione ed una sola bandiera, merita di essere ricordata nel modo più semplice possibile.
Dunque bisogna essere veloci, cogliere la palla al balzo, usare bene le già esigue disponibilità comunali e costruire un simbolo per la città e non per l’amministrazione.
L’occasione del 150esimo potrebbe inoltre dare lo spunto alle aziende marsalesi del settore economico più importante, quello enologico, a intraprendere iniziative di stimolo per il turismo, che avrebbero la forza di sostenere l’iniziativa dell’amministrazione comunale per completare il Monumento nel modo semplice sopra descritto.
Mi sorge, però, il dubbio che a noi Marsalesi sia venuta a mancare anche l’unica cosa che agli abitanti del sud Italia rimane: “la fantasia”. Ciò che sicuramente noi giovani pensiamo manchi alla politica (?) marsalese, dominante da troppo tempo e dunque ormai priva della risorsa delle idee.
Non è più tempo delle polemiche. Marsala è già molto bella, ma dobbiamo porgere ai turisti ed a chi ha studiato storia, un’occasione in più per venire nella nostra splendida città e non a Trapani e né certamente a Salemi.
Antonio Ferracane
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