Esiste il popolo italiano? La risposta che viene spontanea è no, non esiste, non è mai esistito e sicuramente non esisterà mai. Troppe diversità culturali dividono il nord, il sud e la parte insulare dello stato (dis)unitario denominato Italia che nel suo palmares può vantare anche la vergogna di non avere un inno ufficiale e quello di Mameli è stato adottato il 12 ottobre 1946 come inno provvisorio militare in sostituzione della marcia reale sabauda.
E, l’imbroglio dell’unità è pari all’imbroglio (furto) del testo del cantico Fratelli d’Italia, che, cosa provata e sempre sottaciuta per viltà istituzionale italiana, è stato scippato dal giovane Mameli a padre Atanasio Canata (1811-1867), un intellettuale di grande spessore culturale che non accusa apertamente del furto per pietà cristiana e per rendere omaggio al conforto religioso chiesto dal giovane nel momento della morte ma descrive con finezza di linguaggio il vile furto nella sua opera Inferno, Purgatorio e Paradiso d’Italia.
Le sue parole sono un’accusa circonstanziata e “storica” che lo stato italiano, per viltà e per paura di “aprire” alla verità del così detto risorgimento, ha sempre sottaciuto. Il lamento di padre Canata del duplice disinganno: ..”la rottura dell’unità d’azione di papisti e patrioti e il furto di una poesia. Parlando di sé in terza persona scrisse: «A destar quell’alme imbelli / meditò robusto un canto;/ ma venali menestrelli/ si rapian dell’arpe il vanto: / sulla sorte dei fratelli / non profuse allor che pianto, / e aspettando nel suo cuore/ si rinchiuse il pio cantore».
Oggi si discute di “celebrazioni” e ovviamente, di spese pazze per un importo pari a 320 milioni di euro. E tutto ciò mentre il paese reale soffre per una profonda crisi economica e sociale.
Il deputato regionale Giulia Adamo, che in questi giorni litiga con il sindaco di Marsala e si lamenta della Lega Nord che in definitiva fa il suo percorso “autonomista” che dovrebbe essere l’anima del lavoro politica della casta siciliana, e dichiara a RMC101 che : “Stiamo arrivando al 150° senza un brivido di passione o di interesse poiché non c’è nessuna volontà di approfondire i temi del Risorgimento. La Lega continua infatti nella sua linea di andare avanti per la dissoluzione della politica nazionale”.
La Adamo considera come una dimostrazione di anti unità la decisione della RAI di mandare in onda la fiction su Sissi e l’Imperatore d’Austria trasmessa qualche giorno fa su RaiUno.
Secondo la Adamo stiamo arrivando alle “celebrazioni”, ovvero ai palcoscenici allestiti per la casta sempre desiderosa di “rappresentarsi”, senza “brividi di passioni e interesse ”.
Noi non sappiamo che cosa dovrebbero celebrare i siciliani.
La (dis)unità italiana è nata nell’imbroglio e nella truffa, abilmente orchestrate dal governo inglese che ha sfruttato le vigliaccherie tipiche della nobiltà siciliana e la predisposizione al tradimento di buona parte dell’establishment borbonico che si è venduta, vedi Lanza a Calatafimi, per qualche assegno “a vuoto” arrivato dal truffaldino governo sabauda.
E di truffe in truffe si arriva ad oggi con uno Statuto costituzionale violato e stuprato per mero interesse della casta politica, ovvero, la nobiltà moderna siciliana.
E quindi, la domanda a Giulia Adamo: cosa dovrebbero celebrare i siciliani?
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