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Aeroporti. Palermo si salva solo grazie ai voli low cost

La nuova Alitalia vola via da Palermo e crolla il numero di voli internazionali e di passeggeri all’aeroporto Falcone-Borsellino. Anno nero il 2009 per lo scalo palermitano che si salva solo grazie alle compagnie low cost. I dati sono emersi dalle statistiche di traffico presentate a inizio 2010 dalla Gesap, la società a capitali pubblici che gestisce l’aeroporto. I passeggeri transitati da Palermo nel 2009 sono 4.350.563, circa 70 mila in meno rispetto al 2008. Ma il dato più allarmante per l’aeroporto – e forse per l’intero comparto turistico del’Isola – è la drastica diminuzione di voli internazionali partiti da e per Palermo, con 110 mila passeggeri in meno per queste tratte. 

Ad andare controtendenza sono state le compagnie low cost, Easy jet e Ryanair, che hanno incrementato le tratte nazionali ed estere per Palermo, e il numero di passeggeri. Ryanair, pur investendo nello aeroporto di Trapani Birgi, facendone la propria base strategica in Sicilia tanto da raddoppiarne il numero di passeggeri transitati, non ha però dismesso i propri voli da Palermo.

Le statistiche di traffico della Gesap registrano un aumento di 110 mila passeggeri per la compagnia irlandese di proprietà dell’eccentrico Micheal O’Leraey. Easyjet ha fatto anche meglio. Al Falcone-Borsellino la compagnia biancoarancio ha trasportato, nel 2009, 210 mila passeggeri in più. Numeri eccezionali che smentirebbero la tendenza negativa dell’aeroporto palermitano. A incidere però, più delle positive prestazioni delle  low cost, è stata la fuga di Alitalia e della consorella, Airone –  entrambe di proprietà della Cai – dalle piste di Palermo. Le due compagnie fanno registrare  una flessione di 320 mila passeggeri e una riduzione di tremila voli in un solo anno! La storia di Cai inizia nel 2008 quando acquisì la compagnia di bandiera italiana, grazie anche ad un maxisconto del Governo sui debiti di Alitalia. Gli enormi buchi di bilancio, infatti, furono sanati con i soldi dei contribuenti, ai quali però –  erano argomenti di campagna elettorale – sarebbe rimasta una compagnia nazionale forte e presente sul territorio. L’affare Cai, a due anni di distanza,  sembra  essere stato un fallimento per l’aeroporto di Palermo e per l’intera Sicilia. Il rischio era che, fra tagli di personale e razionalizzazioni delle tratte, a pagare fossero gli aeroporti meno centrali – come quelli del Sud –  però fondamentali per lo sviluppo di queste aree. E, dati alla mano, il rischio si è concretizzato.

 Fabio Di Vita