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150° e Garibaldi. Tra mito, vergognose bugie e sindrome di Stoccolma

bugieIl fatto che il Governo Regionale Siciliano (ripeto: “SICILIANO”) abbia insediato una Commissione, per le “celebrazioni” del 150° anniversario della  fondazione del Regno d’Italia, ci lascia molto delusi e perplessi. Soprattutto perché è stato preannunciato che, nell’ambito di tali manifestazioni, rientrerebbe, in anteprima, la “celebrazione specifica” della vicenda dello sbarco garibaldino a Marsala, avvenuto, com’è noto, l’11 maggio del 1860, sotto tutela navale, militare, finanziaria e politica, della GRAN BRETAGNA.

A tal proposito, va denunziata l’anomalia giuridica, politica e morale, in base alla quale  fra  le competenze della Commissione, non “sarebbe” stata posta quella di “riconoscere” e di assicurare il diritto (finora negato, di fatto, dalla Cultura ufficiale) del Popolo Siciliano alla VERITA’. Né la competenza ad operare affinchè l’occasione della ricorrenza del 150° anniversario possa diventare ANCHE l’occasione per rimuovere almeno qualche “pezzo” della colossale AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE che offende la intelligenza e la dignità del Popolo Siciliano, in quanto strumento ed espressione, soprattutto in Sicilia, di LAVAGGIO DI CERVELLO e di SINDROME DI STOCCOLMA. Se non di ALIENAZIONE CULTURALE e di COLONIALISMO.

Sarebbe, invece, utile e doveroso ritrovare, attraverso documentazioni e testimonianze storiche CERTE, AFFIDABILI e SERIE, almeno qualche “pezzo” delle tante verità negate.

Come quella, ad esempio, di un particolare, volutamente “CANCELLATO”, e cioè il FATTO che a MARSALA la popolazione fu così coraggiosa e fiera da non partecipare affatto alle accoglienze volute e organizzate dagli Inglesi, che peraltro avevano un peso finanziario ed economico rilevante. E da trattare come “CANI IN CHIESA” gli stessi garibaldini.

I Marsalesi, peraltro, furono così intelligenti e capaci di comprendere come realmente stessero andando le cose, che apposero, alle finestre e alle porte delle rispettive abitazioni, cartelli con la scritta “DOMICILIO INGLESE”. Ciò al fine di evitare violenze e saccheggi da parte dei “liberatori” garibaldini.  Se a Marsala vi fosse stata in corso una rivoluzione per l’Unità d’Italia,, come giurano i rappresentanti della cultura ufficiale, non sarebbe stato necessario scrivere cartelli del genere. Sarebbe bastato scrivere: “DOMICILIO ITALIANO”.

Si ricordi, altresì, che  Marsala non era un villaggio sperduto, ma, al contrario, era il POLO VITI-VINICOLO più importante e più moderno del Mondo. E si ricordi che la Sicilia, in quel momento, aveva ben tre UNIVERSITA’, perfettamente funzionanti e di alto livello (Palermo, Catania e Messina), e disponeva di altrettanti POLI METALMECCANICI, superiori di gran lunga superiori a quelli esistenti nel Nord e nel Centro-Italia.

 E sarebbe opportuno pure ricordare che nel porto di Marsala, in quel fatidico 11 maggio 1860, stazionavano, minacciose e possenti, due grosse navi da guerra BRITANNICHE, la ARGUS e l’INTREPID, per TUTELARE lo “sbarco” dei Garibaldini da qualsiasi INTERFERENZA della navi duo-siciliane. Compito, questo, che i due rispettivi Commanders eseguirono con zelo tipicamente britannico. E con prepotenza.

E andrebbe, addirittura, sottolineato (perché fin troppo significativo) pure il fattaccio, inspiegabile, che il Battaglione dei Carabinieri a piedi del Regno delle Due Sicilie, di presidio a Marsala e comandato dal Colonnello Francesco DONATI, era stato trasferito, tre giorni prima dello “sbarco”, da Marsala ad Agrigento, per ordine di un generale, corrotto e traditore, che poi sarebbe entrato, ( pure lui !), nell’Esercito del Regno d’Italia. Grazie a questo meschino TRADIMENTO, al momento dello sbarco non era presente, nel territorio di Marsala, neppure un soldato duo-siciliano, che potesse contrastare il passo a GARIBALDI. O, meglio, che  potesse disturbare la tragi-commedia in corso.

Ed infine, parliamo di una verità scomoda ed occultata, che era ed è una premessa necessaria per capire il MIRACOLO dello SBARCO e delle vicende successive. Quella, cioè, dell’INCREDIBILE CIRCOSTANZA che aveva visto  i due “Piroscafi Garibaldini”, PIEMONTE e LOMBARDO, (acquistati dalla Compagnia Rubattino e messi, dal Governo di Torino, a disposizione dell’Eroe dei Due Mondi),  viaggiare, da Quarto alla Sicilia, SCORTATI da alcune navi della flotta militare sabauda, comandata dall’Ammiraglio PERSANO. Mentre, alle spalle della flotta sabauda navigarono alcune navi da guerra britanniche che scortavano gli uni (gli eroi garibaldini) e gli altri (i prodi navigatori sabaudi). Gli Inglesi, infatti, conoscevano troppo bene i LIMITI dei PATRIOTI RISORGIMENTALI, che avevano, alle loro spalle, i “fiaschi” degli “SBARCHI” di PISACANE e dei Fratelli BANDIERA e tanti altri costosi “PASTICCI”.

Della FAVOLA di “Salemi capitale d’Italia” per un giorno, parleremo in altra occasione. Dei PICCIOTTI SICILIANI, che, a pagamento, seguivano, a modo loro, le vicende garibaldine, ci preme evidenziare che, fatte salve pochissime eccezioni, non erano che PICCIOTTI DI MAFIA, comandati dai rispettivi capi-cosca, e che si erano “specializzati” nei saccheggi, nei furti, negli stupri, nelle violenze. E che poi avrebbero questuato, non invano, PENSIONI trasmissibili agli EREDI, terre da sottrarre  alle aspettative dei contadini, “posti”, poteri, privilegi ed …. altro.

Non dimentichiamo che i cosiddetti MILLE erano supportati e/o “sostituiti” nei combattimenti da migliaia di soldati e di ufficiali dell’ESERCITO PIEMONTESE, da MERCENARI di ogni risma e di ogni ETNIA, fra i quali (circa 20.000) i soldati della LEGIONE UNGHERESE, che avevano buona professionalità e regolare “CONTRATTO” collettivo. E che sarebbero rimasti a disposizione del REGNO D’ITALIA per molti anni ancora.

Intanto, l’FNS ricorda, educatamente (come vuole il Presidente della Repubblica Italiana), al Presidente della Regione, Raffaele LOMBARDO, al Governo e al Parlamento Siciliano, il detto latino: “AMICUS PLATO, MAGIS AMICA VERITAS”. E ricorda anche la considerazione di Leonardo SCIASCIA, secondo la quale è vero che bisogna faticare e soffrire per ottenerlo, ma alla fine la VERITA’ VIENE SEMPRE  A GALLA !

Giuseppe Scianò