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Confagricoltura Sicilia: Mai più un Ministro per l’agricoltura senza visione degli interessi del Paese.

E’ quanto emerso a conclusione di un infuocato consiglio straordinario della Confagricoltura siciliana convocato ad Agrigento per fare il punto sulla grave crisi del settore primario.

I dirigenti dell’Organizzazione hanno quindi deciso di appellarsi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, cui invieranno una raccolta di firme affinché non si ripeta lo stesso errore nel nominare il sostituto dell’attuale ministro per le Politiche Agricole, che in questo scorcio di legislatura ha esclusivamente lavorato come governatore del Veneto.

All’attuale Ministro sono stati in particolare attribuiti i torti in materia di ripartizione delle somme aggiuntive del PSR, la rivisitazione finanziaria dell’art. 68 del Reg. 73/2009 (Health Check), fortunatamente stoppata dall’U.E., con cui si tentava di spostare, sempre al Nord, una consistente parte delle risorse destinate agli agricoltori meridionali e, in ultimo ma non come importanza, l’indisponibilità ad affrontare i risvolti di una crisi che, per la tipologia delle produzioni coinvolte, interessa una ben definita parte del Paese che non è certo quella che sta più a cuore al ministro.

“Il membro di Governo – è stato ricordato – per come si è speso per superare la crisi del latte o del Grana Padano ha dimostrato di essere  un politico sicuramente  capace, da invidiare ai veneti, ma non adatto a ricoprire il ruolo di  ministro della Repubblica.”

Rispetto le notizie circa l’avvio della procedura con gli uffici di Bruxelles per l’ottenimento della dichiarazione di crisi, che al momento appare più un dialogo tra sordi che una vera trattativa, la Confagricoltura siciliana torna a sostenere che il problema, sicuramente non contemplato dall’attuale legislazione comunitaria, può essere risolto equiparando i danni provocati dalla crisi economica a quelli arrecati dalle avversità atmosferiche.

I dirigenti della Confagricoltura hanno quindi esortato il Presidente Diana a continuare a lavorare per proporre idee risolutive della crisi tenendo conto che con il solo rinvio delle scadenze fiscali e previdenziali sarebbe soltanto rimandato il tracollo di tutte le imprese agricole siciliane con il conseguente fallimento del P.S.R.

A tal fine una iniziativa individuata è quella della sospensione degli oneri consortili e degli altri di valenza comunale.