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Sud parassita ? CENTORRINO sbaglia e Ridolfi ha ragione

 Secondo l’assessore (PD) Centorrino, “E’ ormai una nuova moda descrivere un Nord saccheggiato da un Sud parassitario, corredando questa tesi con dati presi assolutamente a casaccio, che non tengono conto di un fondamentale principio di dipendenza: gran parte dei supposti flussi di trasferimento dal Nord al Sud sono serviti allo sviluppo dell’economia del Nord sotto forma di consumi e investimenti.

Non sfugge alla foga modaiola anti-sudista uno studioso come Luca Ridolfi che addirittura esprime il timore sulla possibilita’ che il federalismo fiscale produca il dovuto riequilibrio. Quel che sfugge a Ricolfi e ad altri studiosi suggestionati dall’immagine di un Mezzogiorno che sopravvive succhiando risorse al resto del paese, e’ la realta’ quotidiana nella quale, con i fondi destinati al Sud si sta contrastando la crisi produttiva del Nord, oltre che finanziare operazioni discutibili quali l’abolizione dell’ICI, o il risanamento di Alitalia”.

Sempre secondo Centorrino che non sembra difettare di sensazionalismo, “Se certi dibattiti si facessero allo Zen di Palermo, piuttosto che alla Camera dei Deputati (come e’ avvenuto nel caso della presentazione del saggio di Ricolfi) forse ci sarebbe maggior pudore nell’indulgere a generalizzazioni senzazionalistiche senza alcun fondamento scientifico”

Questo Centorrino. Noi, vogliamo ricordare all’assessore del PD (?) in giunta PDL/MPA, che dovrebbe esserci molto pudore da parte di una certa casta feudale politica siciliana che è proprio la causa del parassitismo del sud, e nel nostro caso, della Sicilia.

Non sono i siciliani che spingono verso il parassitismo, il clientelismo e l’assistenzialismo, ma piuttosto la casta siciliana sempre proiettata a coltivare orti, piccoli e grandi con grande spreco di denaro pubblico.

E la formazione professione in Sicilia è motivo di clientelismo e assistenzialismo.

Oltre 200 milioni l’anno di costi per le casse pubbliche per mantenere in piedi un sistema clientelare che soldi pubblici come una spugna senza alcun ritorno per la collettività.

Se Centorrino è convinto di quanto dice perché no ci dice quale tipologia di corsi inutili vengono svolti in Sicilia da associazioni e sindacati, perché non ci dice quanti giovani o disoccupati sono chiamati ad un lavoro dopo un inutile corso presso gli enti di formazione foraggiati con soldi pubblici.

Perché non ci dice che la Regione “DEVE” garantire il posto di lavoro a quanti gravitano in enti ed associazioni, sindacati compresi, e non formare giovani per attività lavorative. Proprio Centorrino nel suo comunicato di approvazione del nuovo piano di formazione che ci costerà 242 milioni di euro afferma “..Questo contribuira’ a dare serenita’ agli operatori che gia’ da adesso hanno la certezza delle retribuzioni e la sicurezza del posto di lavoro”.

Ecco, certezza di posto di lavoro agli operatori che ormai sono divenuti “impiegati” regionali stabili per attività che nulla hanno di utile per la collettività. 

Non è questo parassitismo?

Se proprio crede a quello che dice perché Centorrino non riunisce una commissione di inchiesta “neutrale” per verificare costi e benefici del sistema formazione siciliano?

Ridolfi ha ragione e Centorrino sbaglia a voler negare la triste evidenza. Ma probabilmente il suo sfogo potrebbe essere dettato dalla necessità di “autoassolversi” come politico.