On. Governatore, le Associazioni “Decontaminazione Sicilia” e AugustAmbiente, in relazione alla realizzazione del rigassificatore Ionio Gas di Melilli, esprimono dissenso per i seguenti motivi:
1) Trattandosi di impianto a rischio di incidente rilavante, come da direttive “Seveso” tutt’ora vigenti, ne è vietata la realizzazione in siti in cui già insistono impianti dello stesso tipo e dove si sono verificati numerosi incidenti come quello devastante dell’Icam nel 1985 e quelli più recenti della raffineria Erg Nord.
2) L’area nella quale si vorrebbe collocare l’impianto è zona sismica di primo grado che, come ricordato Barberi, è soggetta a terremoti disastrosi.
3) La zona in cui dovrebbe sorgere il rigassificatore, assieme al porto di Augusta, è anche zona militare italiana e della NATO, a rischio di attentati, ed è poco distante dall’autostrada, dalla ferrovia e dai Comuni di Augusta, Priolo e Melilli.
4) Dalla situazione energetica della Sicilia risulta che l’impianto in questione non è necessario: in Sicilia arrivano 41 miliardi anno di metano algerino e libico che solo in piccola parte (circa il 15%) viene utilizzato per i consumi regionali, mentre la maggior parte viene trasferito nel resto d’Italia.
5) Danno economico che si concretizzerebbe per i cittadini in quanto, grazie alla delibera 178/2005 dell’Autorità per l’Energia e il Gas (“Misure per incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi terminali”), lo Stato italiano “assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento per un periodo di 20 anni”.
6) I benefici ambientali relativi all’uso del metano, in sostituzione di olio combustibile, si otterrebbero lo stesso se le poche aziende ancora non metanizzate decidessero di utilizzare il metano che arriva via gasdotti.
7) Non si tiene in conto la volontà espressa dalla totalità dei cittadini di Priolo e Melilli che, nei referendum sul rigassificatore, hanno votato No a tale impianto.
8) Nel porto di Augusta, ogni tre giorni, una metaniera effettuerebbe lo scarico del metano liquido, operazione che dura 20 ore e durante la quale tutte le attività portuali verrebbero di fatto bloccate dalle rigide disposizioni di sicurezza. Di fatto in presenza del rigassificatore il porto hub non potrebbe più realizzarsi né ampliarsi.
Alcuni pennivendoli sono arrivati a paventare, in quotidiani compiacenti, che senza il rigassificatore ci sarebbero 20.000 licenziamenti, cioè più del doppio dei posti di lavoro esistenti.
Nessuno dei sostenitori del rigassificatore, pennivendoli, sindacati, politici ed amministratori ha compreso che, con l’avvio delle bonifiche del Porto di Augusta, dei siti inquinati e con gli ammodernamenti e la manutenzione degli impianti esistenti il problema occupazionale potrebbe essere risolto senza ricorrere al rigassificatore.
Nessuno ha sostenuto il diritto, rivendicato dai cittadini della zona, di vivere senza l’incubo di essere coinvolti in un possibile evento catastrofico.
Onorevole Governatore i Cittadini confidano nella Sua comprensione.
Augusta 07.02.2010.
Commenti




