Da una parte un’occhiata, distratta, verso i problemi economici, sociali e politici dell’Isola, dall’altra, la dimostrazione di come la politica feudale siciliana si è degnamente sostituita alla monarchia dei Savoia.
Mentre la Sicilia soffre, la crisi economica comincia a colpire l’Isola che già di suo si porta dietro l’incapacità della casta ad amministrare per il popolo e in nome del popolo, Raffaele Lombardo, da Catania, presidente della Regione siciliana, non ha di meglio che dare un mega ricevimento a Catania, al Palazzo del Toscano posto all’angolo di Via Etnea e Piazza Stesicoro, per “vedere il passaggio” della Santa (ndr. S.Agata).
250 invitati, della cerchia della Sicilia “che conta” o che pensa di contare, rappresentati delle istituzioni, vertici della Regione, e niente popodimeno che … Ignazio La Russa da Paternò e vassalli eccellenti, e qualche “portoghese”, a gustare il ricco menù .
E forse pensando ad una pace in territorio “amico” per l’attuale ministro della difesa, in rotta di collisione con Miccichè, il presidente ha scelto dare il suo ricevimento al Palazzo del Toscano, che fu della famiglia dei marchesi Paternò, dalla cui cittadina che diede i natali a Ignazio La Russa, presero il nome nel lontano 1070.
Un occhio alla politica mentre si è circondato di quelli che probabilmente ritiene il ghota del suo mondo fatto di luci splendenti che si contrappongono anni luce da quello del popolo siciliano fatto di stenti e fame.
Il presidente autonomista ha dato una della più evidenti dimostrazione di politica di potere feudale e di lontananza dei problemi reali dell’Isola come nessun altro prima di lui ha fatto. Nemmeno quel Gianfranco Miccichè, amico di ventura e presente ovviamente al ricevimento, che per “festeggiare” la storica firma dello Statuto Siciliano. ha speso ingenti fondi pubblici, i cui effetti si continuano devastanti, secondo quanto afferma l’attuale presidente dell’ARS, a perpetuare nel tempo.
Miccichè, come Lombardo. Solo che il primo non aveva San agata e quindi ha dovuto ripiegare sul meno “religioso” ricevimento per lo Statuto che non è mai stato attuato per interesse della casta politica sempre prona agli interessi di Roma e delle lobby locali. Insomma, Oggi come ieri la casta doveva dimostrare il potere e lo ha fatto.
Lombardo però non ha dimenticato gli operari della Fiat. Infatti, con quella bontà regale che contraddistingue chiunque salga al potere in Sicilia, ha avuto un pensiero per loro, dichiarando di avere “ampia disponibilità ad affrontare con i sindaci dei paesi del comprensorio di Termini Imerese i problemi connessi al futuro dello stabilimento Fiat”.
“In questo momento di grande difficoltà per i lavoratori del polo industriale – ha fatto sapere – il governo della Regione e’ impegnato a ricercare tutte le possibili soluzioni affinché non si perda un solo posto di lavoro”.
Intanto, tra location, catering per oltre 250 invitati e trasferte di personale al seguito, auto blu, scorte e sicurezza, il conto di questa dimostrazione di potere può ragiovevolmente indicarsi in circa 50/60 mila euro.
Paga Lombardo o mamma Regione ?
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