La storia siciliana di Sgarbi, grande innovatore della vita sociale siciliana, sembra essere giunta al capolinea. Il Vittorio nazionale giunse a Salemi accompagnato da tanti “distinguo” sottaciuti e con tante apertura di credito di facciata, ha deciso di lasciare la sindacatura di Salemi.
Era la novità, e lui da buon stratega dello spettacolo, ha portato una folata di allegorica pazzia inventando un nuovo modo di far politica. A volte simpatico, a volte indisponente ma indiscutibilmente intelligente, Sgarbi ha pensato che forse la Sicilia potesse accettare un “corpo” estraneo, contando sulla favola che i siciliani sono un popolo ospitale.
E questo probabilmente è stato il suo limite, non si è documentato sulla reale situazione sociale dell’Isola dove vige anocra un sistema feudale, fatto di clientelismo ed assistenzialismo.
Ha chiamato vicino a sé personaggi noti e meno noti come assessori, ha inventato l’assessore ai sogni e quello al nulla, convinto che l’amministrazione di una città si potesse praticare con spot e avvenimenti di grande caratura, dimenticando di trovarsi a Salemi e non a Cortina D’Ampezzo.
Ha gridato che la mafia non esiste, salvo poi accorgersi che non solo esiste, ma è più forte che mai perché è ben inserita nel contesto istituzionale e sociale dello stato italiano, ha iniziato la battaglia della mafia eolica e contro la mafia “in generale”, e, oggi che il sistema Sicilia l’ha espulso, grida al vento che l’antimafia fa più danno della stessa mafia, cosa di cui siamo anche noi fermamente convinti.
Abbiamo seguito con attenzione Sgarbi, abbiamo spesso criticato il suo modo di agire anche perché in definitiva, è pur vero che Salemi oggi è conosciuta, ma solo perché è la città dove è sindaco Sgarbi, nient’altro.
Un po’ come la storia del marito “normale” di una star che viene sempre indicato come … il marito della star!
Salemi è rimasta quella che era, niente è cambiato, neanche i rapporti di forza di chi, manifestamente o nell’ombra, esercita il potere.
Sgarbi stava diventando scomodo. Buon per lui che la mafia non uccide più, fa terra bruciata intorno all’individuo scomodo tanto da convincerlo che è meglio cambiare aria.
Sgarbi lascia, la mafia ha vinto ancora una volta. Ai voglia di dire che lo stato sta vincendo.
Ma questa volta ha vinto anche l’antimafia, non solo la mafia …
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