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Disagio giovanile. La costruzione di un futuro dall’utopia alla realtà.

disagioIn questi ultimi tempi il tam tam delle provocazioni mediatiche, da parte di alcuni politici,non ha di certo lasciato tranquillo nessuno.

C’è chi ,come il ministro Brunetta,ha proposto di far uscire i giovani da casa a 18 anni  e c’è chi ,come il ministro Meloni, ha proposto di imporre ai baby-pensionati ( per intenderci coloro che sono andati in pensione a 40 anni) di dare indietro i soldi presi finora, in modo che possano essere reinvestiti creando opportunita’ per i giovani e consentendo loro di andare via di casa.

Sono solo provocazioni,è vero. Ma è questo il modo per dare battaglia ai malcostumi degli italiani?

La realtà è ben diversa da quella che ci viene raccontata.

La verità è che la politica è un mondo ancora troppo distante dalla quotidianeità.

Essa non si alimenta di dati oggettivi ma si nutre di ideali, che possono essere condivisibili o meno,ma di certo non aiutano concretamente i giovani a crearsi una propria indipendenza.

Ignorare la crisi e i disagi che i giovani affrontano ogni giorno non è più possibile.

Ogni città,nessuna esclusa, è vittima dei propri eccessi.

Basta fare un giro a Palermo per rendersi conto di quanto per molto tempo tutti hanno volutamente ignorato i problemi della città.

Oggi,finalmente,grazie al coraggio di alcuni giovani…quei giovani che tanto sono stati criticati per la scarsa concretezza,è possibile iniziare a costruire un futuro.

Stiamo parlando dei giovani volontari dell’associazione “Muovi Palermo”, un’Associazione apartitica che svolge le sue attività nei settori della cultura, della legalità,  dell’ambiente, dei servizi pubblici, della salute e dell’assistenza, senza finalità di lucro.

In particolare, ha come obiettivo quello di svolgere  attività tendenti a promuovere il valore della cittadinanza attiva e della tutela dei diritti civili, aumentare l’interesse verso nuove idee sviluppo sostenibile per la città di Palermo, svolgere attività editoriali e promuovere attività socio-culturali e di spettacolo, finalizzate soprattutto all’informazione, quali eventi, incontri culturali, proiezioni di film e documenti, concerti, manifestazioni, dibattiti tematici, conferenze, riunioni.  (www.muovipalermo.it)

In soli pochi mesi di attività, quest’associazione è stata in grado di denunciare tanti problemi ,ma soprattutto, sta cercando di dare una scossa alle coscienze di quei cittadini che ignorano l’esistenza di una Palermo che non è solo mafia ma che subisce constantemente,ogni giorno,le conseguenze degli sprechi e della cattiva gestione comunale.

E’ grazie a Muovi Palermo, per esempio, che l’Italia intera e i palermitani stessi hanno scoperto l’esistenza di una vera e propria città nella città: un villaggio dell’illegalità, sito in via Messine Montagne, dove 30 famiglie in attesa di una casa popolare,vivono in containers fatiscenti,in una situazione igienico-sanitaria da terzo mondo.

E quali prospettive possono avere i bambini che purtroppo vi abitano se non quelle di fare i conti con un forte disagio che, se non curato in tempo,non farà altro che alimentare l’illegalità più nera?

Contrariamente a quanto accade in altre città,qui le politiche giovanili sono scarsamente attuabili,sia per la mancanza di fondi utili da destinarvi,sia per la mancanza di progetti concreti.

Da alcuni anni, l’ente del servizio civile nazionale ha destinato alcune iniziative lodevoli ma che, nella pratica, sono risultate deludenti. Molti giovani palermitani sono stati selezionati per svolgere il servizio civile in alcune scuole della città aderendo a progetti come quelli per la lotta al bullismo; in realtà, si sono ritrovati a sostituire docenti momentaneamente assenti, ad imboccare pappe ai bimbi meno golosi e a svolgere tante altre mansioni che seppur utili a studenti e personale scolastico poco avevano a che fare con la lotta al bullismo.

Proprio quest’ultimo è uno dei problemi più grandi che afflige la città,anche se ormai è un fenomeno che imperversa in tutto il paese.

Cosa fare allora di concreto?

Una risposta l’ha data l’associazione “Amico Charly” che ha strappato dalla strada tantissimi giovani.

Nata nel 2001 a Milano in seguito alla tragica scomparsa di Charly Colombo allora sedicenne, si occupa di prevenzione al disagio giovanile attraverso progetti di intervento educativi, formativi, di assistenza e di sostegno a favore degli adolescenti, in collaborazione con le istituzioni, le scuole e le famiglie.

Amico Charly ha sede a Milano, Venezia e Palermo.

Il Centro si propone di favorire il protagonismo giovanile, l’espressione creativa mediante la proposta di attività gestite e coordinate da adulti competenti, in grado di interagire con le capacità e i bisogni dell’universo adolescenziale.

E’ possibile usufruire di sportello di ascolto ai genitori, sostegno scolastico e laboratorio di moda,musica,teatro.

Il Centro è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 15.30 alle 19.30 e l’ingresso e la partecipazione alle attività organizzate sono totalmente gratuite.  (Per info:L’amico Charly onlus tel/fax 091/6513149 Via Pindemonte n. 88 – 90129 Palermo)

Sarà forse una piccola goccia d’acqua in mezzo al deserto ma questo è il segnale che forse Palermo si sta svegliando e sta lavorando sulla propria coscienza sociale che,fino a poco tempo fa,si esprimeva in accuse e nient’altro. 

Sostenere queste iniziative è il primo passo verso un futuro più roseo per i giovani; mandarli fuori di casa a 18 anni, al momento, è solo un’utopia.

Sabrina Gottuso