E’ finita nel peggior modo possibile la settimana di passione di Cuffaro. Condannato in primo grado a cinque anni, a Cuffaro è stato riconosciuto in appello, anche l’aggravante di aver favorito la mafia e quindi la pena inflitta in primo grado è stata portata a 7 anni. Con la condanna in appello, scatta pure l’interdizione perpetua dai pubblici uffici che gli era stata comminata in primo grado.
Cuffaro afferma di rispettare la sentenza, emessa dalla Terza Sezione della Corte di Appello di Palermo, e si dimetterà di ogni incarico di partito lasciando intendere che non lascerà il seggio senatoriale, dando la stura così, a più di qualcuno per poter affermare che in definitiva l’ex Presidente è volato a Roma solo per avere il paracadute dell’immunità parlamentare in caso di condanna.
Un escamotage valido almeno per questa legislatura, difficile che possa valere anche per una prossima, il caso Craxi calza proprio a pennello su Cuffaro.
Andreotti era senatore a vita, Cuffaro dovrà essere rieletto e non sembra proprio che l’UDC o qualche altro partito possa permettersi di ricandidarlo nuovamente con una sentenza così pesante.
Cuffaro si dichiara ancora una volta innocente ma dopo una sentenza in appello dichiararsi innocente e rispettare la sentenza come ha dichiarato, mal si concilia con il mantenimento del seggio senatoriale.
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