Completamente oscurato dal processo al suo più noto collega di senato, Marcello Dell’Utri, va avanti il processo di appello per il senatore Salvatore Cuffaro, detto Totò vasa vasa.
Condannato in primo grado a 5 anni per rilevazione di segreti d’ufficio che hanno favorito il boss Giuseppe Guttadauro e di favoreggiamento nei confronti del manager della sanità privata siciliana Michele Aiello, Cuffaro aspetta il risultato del processo di appello la cui sentenza dovrebbe essere emessa entro questa settimana, con trepidazione considerato che la Procura ha chiesto la pena sia portata a otto anni reclusione riconoscendogli l’aggravante perché di aver agevolato la mafia.
Tra venerdì o sabato, sapremo il destino di Cuffaro a cui è legato, indissolubilmente, il destino dell’intero partito dell’Unione di Centro.
Se a Totò dovesse essere confermata la condanna o addirittura l’aumento della pena con l’aggravante mafia, per l’UDC si aprono scenari imprevedibile e la tentazione di Casini di sbarazzarsi dell’ingombrante senatore sarebbe grande.
Cuffaro condannato non permetterebbe a Casini di “dialogare” con il PD bersaniano che ben guidato dallo stratega dal baffetto furbetto, Massimo D’Alema, vedrebbe con favore un inciucio tra i due partiti per la conquista del potere in Sicilia.
La politica progetta sempre per poter ottenere quel che gli manca e nessuno può interessarsi dell’uomo Cuffaro.
E’ questione di obiettivi e dettagli…
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