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Brutta gatta da pelare per Lombardo. Stop ai contratti dei 9 Dirigenti Generali. Le nomine sono in violazione della legge 150

La ricetta per  fare risparmiare alla Regione Siciliana 4 milioni di euro all’anno è semplicissima : non assumere 9 dirigenti generali dall’esterno ma utilizzare le risorse professionali esistenti all’interno dell’amministrazione regionale .

Il conto è presto fatto 9 dirigenti generali a circa 300.000,00 euro all’anno – per inciso il Presidente americano Obama guadagna 280.000,00 euro all’anno – a cui occorre aggiungere circa il 50% di oneri riflessi porta ad un totale di 4 milioni di euro. Certamente scegliere gli interni comporta un “ costo politico “ poiché non possono più essere premiati i “ portatori di voti “ , coloro che fanno campagna elettorale e che hanno svolto anche incarichi di partito.

La Regione Siciliana nella recentissima tornata di nomina dei Dirigenti Generali della Regione Siciliana, ha infatti, nominato 9 esterni ed ora a seguito di un parere dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, redatto dall’Avv. Spedale – esempio di funzionario dalla schiena diritta che non si fa condizionare dalla politica ed a cui vanno fatti i complimenti  per la serietà  ed il coraggio di scrivere tale parere – si è fermata nel procedere alla stipula dei contratti per un semplicissimo motivo che sono “ contra legem “ .

Infatti l’organo consultivo della Regione Siciliana ha spiegato che la riforma “ Brunetta “ il D. Lgs n. 150/2009 in vigore dal primo novembre si applica alla Regione Siciliana che, pertanto, prima di trovare sul mercato ( ma con quale selezione ?  e con quali criteri ? ) dirigenti generali dall’esterno deve prima verificare che tali professionalità non esistano nell’interno dell’Ente.

Questa norma calza a pennello sulla realtà della Regione Siciliana che può contare tra le sue fila, dirigenti di ottimo livello che possono ricoprire i posti di dirigente generale senza appesantire la spesa per gli stipendi valorizzando così le risorse interne ed evitando la disaffezione e la demotivazione del personale.

Si tratta, quindi, di privilegiare, nel pieno rispetto della legge, anziché nomine politiche e della solita trita e ritrita distribuzione dei posti di potere “ad amici ed amici degli amici“ che la legge non permette più, la nomina di dirigenti già in servizio presso l’ente Regione.

Nel caso delle ultime nomine leggendo i curricula dei dirigenti nominati non sembra che la scelta sia stata oculata perché le norme di legge prevedono che i candidati alla nomina, siano in possesso di adeguata qualificazione professionale per lo svolgimento di funzioni dirigenziali qualificate per almeno cinque anni.

E questo sembra abbia “allertato” la Procura della Corte dei Conti che avrebbe già attenzionato il problema e a questo punto sarà interessante attendere l’esito delle indagini.

La Procura della Corte dei Conti sarebbe partita dal semplice concetto che la nomina di dirigenti esterni è in violazione ad una precisa norma di legge e quindi, produce  un danno per l’erario, e non sembra proprio che le disastrate casse della Regione Siciliana possano sopportare un così evidente spreco di risorse umane ed economiche.

Utilizzando i dipendenti interni, la Regione potrebbe ridurre la spesa per il personale senza incidere sulla funzionalità dei servizi. Infatti è previsto che per ognuno di dieci uffici di Gabinetto degli Assessori l’assunzione di sette  7 esterni al modico costo di 70.000,00 euro all’anno, oltre gli oneri riflessi che portano la spesa a oltre 100.000,00 euro annuali. Il conto + presto fatto: 7 dipendenti x 100.000,00  x 10 assessorati, porta la spesa a 7 milioni di euro, che sarebbero risparmiati se solo si rispettasse la legge e il buon senso politico ed amministrativo, senza incidere sulla funzionalità.

Ma questo risparmio non permetterebbe alla politica di poter distribuire nomine politiche e cariche di sottogoverno con il solito sistema clientelare e con nepotismo.

Ed allora sorgerebbe un grave problema per la politica. Come premiare i propri prediletti ?