(di Francesco Aiello*) Non vogliamo essere né presentarci come i primi della classe, anche se Ad ne ha i titoli e la competenza. Ben venga quindi, finalmente, la mobilitazione delle Organizzazioni agricole, dopo tanto silenzio.Ma il problema non è più governabile con una Assemblea o una manifestazione, e neanche con proposte assurde e irreali.
Una nuova linea per l’agricoltura deve fondarsi sulla condivisione e la onestà delle proposte.
Non si possono invocare diritti altrove per negarli a Vittoria o in Sicilia.
Il cambiamento deve essere globale, a 360 gradi, in tutta la filiera agroalimentare, dominata da sfrenate distorsioni contro i produttori e i consumatori.
La partita si gioca anche in casa, non funziona più il gioco del “tutti uniti” per la causa, perché in casa ci sono i piragna che azzannano e distruggono l’intero processo commerciale.
Noi ci stiamo, ma a patto che gli ipocriti e gli imbroglioni si tolgano di mezzo e la parola d’ordine “ LEGALITA’ SIGNIFICA SVILUPPO “ sia condivisa e applicata, dalla Doppia Attivita’ al Dumping, dai Progetti Meda, che finanziano le attività estere della GDO, al mancato rispetto di Leggi importanti, evase alla grande, che riguardano la fatturazione degli IMBALLAGGI e la STAMPIGLIATURA dei prezzi di vendita dei prodotti chimici.
Se non nasce un grande movimento unitario e di massa per difendere il lavoro delle aziende, la legalità commerciale, il rifiuto dello schiavismo nelle campagne, l’indebitamento insopportabile e il disinteresse delle Istituzioni, la battaglia sarà persa per sempre.
Una nuova Pac per il Sud Europa e per il Mezzogiorno può nascere?
Certo. Ma prima bisogna salvare le aziende dalla rovina e nello stesso tempo CAMBIARE linea di marcia.
Cosa ci vuole per arrivarci? Innanzi tutto PARTECIPAZIONE. Ma ci vuole anche che la LEALTA’ accompagni le parole, le chicchiere, le pacche sulla spalla, che nascondono molto spesso la tresca con le lobby della illegalita’ e del dominio sui produttori.
Se ancora si dà credito a gentaglia di questo tipo, è meglio luvarici manu.
Intanto AD farà la sua parte. Senza fare credito a nessuno e senza pretenderlo da chicchessia.
(*) Presidente di Azione Democratica
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