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118 in Sicilia. Proroga alla SISE, è il preludio al ritorno all’antico sistema degli appalti

Il vecchio che ritorna camuffato da nuovo. Le campane dell’assessorato regionale alla sanità hanno suonato a festa annunciando poco prima di capodanno che finalmente il nuovo giocattolo del 118 aveva visto la luce. Le ASP e la Regione avevano firmato da un notaio di Cefalù l’atto costitutivo e lo statuto sociale del Consorzio pubblico SUES.

Brindisi di mezzanotte di capodanno anticipato per l’occasione solo che dopo il brindisi l’assessore Massimo Russo e tutti i soci del Conorzio si sono accorti che avevano creato un organismo che non poteva funzionare ed allora, la bella pensata preannunciata dalla disposizione di Russo al presidente della SUES  di attuare tutte le predisposzioni per garantire la continuità. E cosa poteva fare il presidente di un consorzio che non ha ambulanza, non ha uomini e non ha mezzi ?

Niente. Ed ecco che l’assessorato, nel più assoluto silenzio, concede una proroga alla SISE in attesa, forse, di capire come sbrogliare la matassa degli oltre tremila dipendenti definiti dal Presidente SISE , Ridolfi nell’audizione all’ARS, eccessivi rispetto alle esigenze e pari a tre volte il numero degli addetti allo stabilimento FIAT di Termini e che ha sottolineato,  che  “Probabilmente circa 130 dipendenti del settore amministrativo appaiono sovradimensionati rispetto alla effettiva esigenza, mentre invece non si può fare a meno di autisti  e  soccorritori”.

Ora l’accordo SUES che appare come un ATO (ambito territoriale ottimale) che costituito per garantire un servizio pubblico non può fare altro che appaltare il servizio ad una società/ente in grado di organizzarlo e gestirlo.

Il risultato più evidente è che si è creato una nuova struttura pubblica e quindi posti di sottogoverno, questa volta direttamente gestiti da Palazzo D’Orleans, e un aumento dei costi dell’intero servizio perché ora saranno due le strutture che alla fine esisteranno.

Un bel risultato quello dell’assessore Russo che è probabile che spera di risolvere così la questione dello straordinario che la SISE chiede e che invece l’assessore pensa di non pagare chiedendo (che ai più appare come un vero e proprio out out, ovvero, se non firmi non ti assumo…) ai dipendenti SISE di rinunciarvi in cambio di un impiego a 36 ore ed a tempo indeterminato nella nuova società.

Una operazione alquanto rischiosa sotto il profilo della legittimità giuridica e foriera di possibili interventi e della Corte dei Conti e della Magistratura, anche perché nessun dipendente che ha svolto attività lavorativa subordinata può rinunciare al diritto di percepire il corrispettivo in denaro per il suo lavoro, specie se straordinario, e quindi, è molto probabile che  la SUES alla fine si comporterà come un ATO e procederà ad appalto del servizio a privati, perché Russo da buon magistrato sa che un ente pubblico può assumere solo per concorso pubblico, per titoli e d esami.

Si preannuncia quindi un ritorno all’antico quando, come si ricorderà,  le aziende sanitarie territoriali che appaltavano a privati il servizio del 118 …

Da un magistrato quale è stato Russo ci si aspettava qualcosa di più che tagli alla sanità e ritorni a vecchi e desunti sistemi siciliani.

Ma questa è la Sicilia. Dove il nuovo alla fine non è altro che il vecchio … riverniciato di nuovo e dove tutti i profeti alla fine finiscono per essere parte del sistema.