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Ryanair – Enac. Un contenzioso che rischia di travolgere l’aeroporto di Birgi

ryaairMentre si consuma un aspro contenzioso tra Enac e Ryanair, l’aeroporto di Birgi è destinato a subire serie conseguenze derivanti dal minacciato stop ai voli della compagnia irlandese.

Il silenzio del management dell’Airgest e del suo presidente Ombra, dopo aver festeggiato in pompa magna risultati effimeri, è pesante e dimostra come la società si trovi in un vero e proprio cul de sac dopo essersi legata   mani e piedi ad un unico vettore e per giunta non italiano.

Un caso unico nel panorama del trasporto aereo nazionale ed internazionale che dovrebbe far riflettere invece di cercare, come fa qualche poco accorto deputato, sponde politiche per dirimere la questione Enac/Ryanair.

L’Airgest ha intrapreso la strada più facile facendo diventare Birgi “casa” di Ryanair e tutto l’aeroporto è stato in pratica messo a sua disposizione. Tutti contenti perché la compagnia irlandese garantiva collegamenti però a condizioni capestro per una società di gestione che, per stessa ammissione del presidente Ombra durante  una riunione tenutasi al Comune di Marsala dove si parlava di Cargo, sarà comunque in forte deficit per i prossimi quattro/cinque anni. 

Grandi feste per il milionesimo passeggero che ha fatto da contraltare ai dati sul turismo che rimangono inchiodati a quelli degli anni precedenti …

Oggi, Birgi si trova sotto una pesante spada di Damocle ed è serio il rischio di uno stop all’attività aeroportuale perché se Ryanair bloccherà i voli come preannunciato dal 23 gennaio, si troverà senza vettori alternativi.

A nessuno è mai passato per la mente che l’accordo con Raynair poteva significare mettere un cappio al collo all’economia trapanese pronto a stringersi alla prima occasione. E oggi purtroppo, il contenzioso Enac/Ryanair rischia seriamente di stringerlo definitivamente. .

Dicevamo che non sono chiari i motivi per cui Enac e Ryanair si contrappongono ma certo non può essere solo la questione dei passaporti e delle tessere di riconoscimento che la compagnia richiede per l’imbarco, deve esserci sotto qualche motivo ben più serio e qualcuno ipotizza che è questione di tasse che la Ryanair, essendo straniera, non pagherebbe in Italia optando autonomamente, sembra, per il regime irlandese che è molto vantaggioso rispetto a quello italiano.

E tutto, anche secondo notizie di cronaca nazionale, potrebbe essere nato dopo che si è sparsa la voce che l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver iniziato una indagine proprio su Ryanair.

Questa ipotesi appare la più credibile e la meno componibile a meno che la compagnia, ammesso che sia questo il motivo di tante minacce di stop, non decida di mettersi in regola con il fisco italiano, se, ovviamente , oggi non lo è.

Il problema di Ryanair quindi potrebbe nascere dal fatto che l’eventuale imposizione alla compagnia del regime fiscale italiano, potrebbe far saltare la sua politica del low cost e rimescolare le carte nel trasporto aereo italiano e siciliano. Salterebbero i conti e probabilmente la fine della politica aziendale del low cost in Italia.  

Airgest, invece di predisporre un piano industriale a lungo termine con la previsione di aprire a più compagnie,  ha concesso Birgi a Ryanair l’uso in esclusiva dell’aeroporto e questa opera a Birgi secondo i propri interessi (Meridiana effettuata solo tre voli sociali giornalieri per Pantelleria).

Il management irlandese sta dimostrando alla società di gestione aeroportuale, che quando sono in giuoco gli interessi della compagnia non si guarda in faccia a nessuno, meno che meno agli interessi di un aeroporto.

Comunque, qualunque sia la soluzione del problema, il contenzioso con Enac e le minacce di Ryanair dovrebbero far riflettere più di qualcuno in Sicilia. Ma sappiamo che in questa bella e dannata terra nessuno si assume responsabilità di fallimenti e di flop e quindi è facile ipotizzare che alla fine, passata la buriana, sempre che passi, nessuno imparerà la lezione e nessuno e farà un approfondito esame di coscienza.  

A questo punto sorgono spontanee due domande: se Birgi si ferma, Ombra continua ? Se il contenzioso Enac/Ryanair si compone sarà rivisto l’accordo Airgest/Ryanair che ancora non è noto in tutti i suoi particolari e sarà aperta la possibilità di ingresso a Birgi di altre compagnie ?

Abbiamo interpellato Ryanair ma dalla compagnia ci hanno fatto sapere che  non rilasceranno alcuna dichiarazione prima dell’incontro con l’Enac che avverrà il 7 gennaio prossimo.